L’eccellenza della ricerca parla lariano. L’Università dell’Insubria, l’ateneo con sedi a Como e Varese, è entrata tra le prime cento università europee per la qualità della produzione scientifica dei suoi docenti. A certificarlo è la classifica pubblicata ieri dall’agenzia britannica Quacquarelli Symonds, che ogni anno valuta quasi mille atenei di tutti i paesi membri del Consiglio d’Europa. Ai vertici si confermano i colossi accademici del continente, ovvero le università di Oxford, il Politecnico federale di Zurigo e l’Imperial College di Londra, ma l’Insubria riesce comunque a ritagliarsi uno spazio di rilievo.
Il riconoscimento premia infatti il lavoro dei ricercatori lariani, che si collocano al settimo posto in Italia per numero di pubblicazioni prodotte da ciascun docente e al diciottesimo per le citazioni ricevute dalla comunità scientifica internazionale. «I risultati confermano la crescita della qualità della nostra produzione scientifica» ha commentato Loredano Pollegioni, delegato della rettrice alla ricerca, sottolineando come il merito vada all’impegno dei ricercatori e a una strategia che pone la ricerca al centro della missione universitaria.
L’ateneo lariano si distingue in particolare nei settori della medicina, delle scienze della vita e dell’economia, ambiti in cui le sue ricerche vengono riconosciute anche a livello mondiale. La graduatoria tiene conto di diversi fattori, dalle opportunità di lavoro offerte ai laureati fino al livello di internazionalizzazione e alla sostenibilità ambientale delle strutture universitarie.






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