“Se c’è un sindacalista, in verità, sono io. Se c’è qualcuno che sta lottando per i diritti dei lavoratori sono io. C’è una categoria che è oggettivamente sottopagata rispetto a quanto avviene fuori da questo Comune e sto sanando un problema che evidentemente nessun politico ha mai inteso come battaglia da combattere”. Resta fermo sulla sua posizione il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, che ribadisce la necessità di valorizzare le “Elevate qualificazioni”, che hanno ruoli di maggiore responsabilità, e replica così a lavoratori e sindacati in sciopero. Ma andiamo con ordine.
Comune in sciopero, il sindaco replica
L’agitazione è legata alla revoca di 179mila euro di bonus produttività da dividere tra i dipendenti dopo il mancato accordo con il sindaco. Ricapitolando: una prima delibera metteva a disposizione 100mila euro che l’amministrazione comunale intendeva dividere a metà tra le “Elevate qualificazioni”, appunto, cioè 22 funzionari e figure di alta responsabilità, e l’altra metà tra gli altri dipendenti (oltre 600). Inevitabilmente, i primi avrebbero ricevuto un premio ben più alti rispetto ai secondi. Da qui il muro contro muro tra sindacati e Comune, che non ha portato a nessun accordo e che, di fatto, ha lasciato vuote le tasche di tutto il personale. Alla fine, infatti, la prima delibera è stata revocata e lo stesso vale per una seconda delibera che avrebbe previsto ulteriori risorse da 79mila euro.
“Il sindaco è molto preoccupato del fatto che alcuni lavoratori di questo Comune sono sottopagati. Mi sembra abbastanza incomprensibile la ragione per cui i sindacati non se ne rendano conto. Se fossi un sindacato, combatterei affinché a tutti i lavoratori vengano riconosciuti i giusti compensi”, ha sottolineato ancora il primo cittadino comasco.
“Le persone che non vedono riconosciuto il loro valore e vengono sottopagate rispetto ad altri Comuni, a Como non ci vogliono nemmeno venire”, ribadisce il sindaco Rapinese, che difende “dipendenti sottopagati e che – conclude – vengono discriminati dai sindacati stessi”. Ha aderito allo sciopero “un terzo dei dipendenti”, fa sapere ancora il sindaco. Per l’esattezza, 221 persone su 609.” È ridicolo che in Comuni con migliaia di cittadini in meno o addirittura piccolissimi le “Elevate qualificazioni” guadagnino il doppio rispetto a quanto guadagnano a Como”, ribadisce Rapinese.
Presente al presidio davanti al Comune anche Patrizia Lissi, capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale , che esprime solidarietà ai dipendenti e aggiunge: “La macchina comunale funziona solo se c’è dialogo e fiducia tra amministrazione e lavoratori”.


