Elezioni a Como, occhi puntati su giugno 2027. La città ha un altro, nuovo, candidato: è Luigi Bottone, ex consigliere comunale, che ha annunciato la volontà di scendere in campo con l’associazione dei Democristiani di Centro. Dovrà quindi presto comunicare le dimissioni al direttivo di Forza Italia.

Elezioni Como 2027, Bottone si autoproclama candidato sindaco: “Serve una figura solida che conosca la città e i suoi problemi”
L’attuale sindaco Alessandro Rapinese è pronto a ricandidarsi, praticamente certo di replicare il successo del giugno 2022. Ancora nessuna certezza, invece, sui nomi che i partiti proporranno in vista delle amministrative. I tempi però si fanno stringenti, perché il voto è lontano ma non lontanissimo. E così il centrodestra e il centrosinistra dovranno presto tirare le somme. Nulla di ufficiale, quindi, dai due principali schieramenti, mentre a livello civico qualcosa si muove, perché – lo ricordiamo – ci sarebbe il presidente dello Yacht Club di Como, Gioacchino Favara, al lavoro per una lista civica nell’area di centrodestra.
Ma torniamo all’autoproclamata candidatura di Luigi Bottone, pronto a scendere in campo con una lista di centro. L’ex consigliere comunale dice di aver “sollecitato i vari partiti di centrodestra a reagire all’evidente immobilismo e silenzio della politica locale verso quella messa in atto dal sindaco Rapinese, senza esserci riuscito”. Insomma, una stoccata più o meno esplicita allo schieramento di cui ha sempre fatto parte.
“Rapinese è un avversario duro, difficile da sconfiggere, pronto a guerre infinite e lotte estreme”, aggiunge Bottone. “Ho chiesto in questi mesi ai partiti di individuare un candidato che conosca bene le esigenze di Como e le problematiche dei cittadini – prosegue l’ex consigliere comunale – Per riconquistare la fiducia dei comaschi ci vuole molto tempo e soprattutto una persona che sia disponibile a riportare Como in una situazione di pace e non di conflitto“. Tra i problemi principali causati dall’amministrazione Rapinese, sostiene Bottone, la riorganizzazione e la chiusura di alcune scuole, l’aumento delle tariffe per la sosta in città fino a “periferie abbandonate” e “licenze non rinnovate”, dice l’ex consigliere di Como, con possibile riferimento al futuro di Csu.
Bottone si dice pronto a fare un passo indietro, ma a una condizione. “L’associazione dei Democristiani di Centro – spiega – mi sostiene e mi appoggia in questo progetto difficile, ma nulla vieta che se i partiti dovessero trovare un nome condiviso e forte sarò il primo a tirarsi indietro per il bene comune. Qualora invece, da parte dei partiti di centrodestra non dovesse essere individuata una figura solida e capace – conclude Bottone – allora ci si vedrà alle elezioni del 2027″.



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