La battaglia dei ciliegi da via XX Settembre è arrivata ai Giardini a Lago di Como, dove, secondo l’ipotesi spuntata nei giorni scorsi basata su una nuova perizia, al posto di nuovi ciliegi lungo il viale che porta al Tempio Voltiano dovrebbero essere piantati i famigerati peri dal fiore bianco. Resta ora da capire se la Soprintendenza approverà questa modifica o se – al contrario – obbligherà il Comune di Como a mantenere la stessa essenza.
“C’è forse un documento di giunta che dice di mettere i peri? – è intervenuto il sindaco – Non c’è nessun documento di questa natura. La decisione di mettere i peri è stata presa da un agronomo”.
Sulla questione nei giorni scorsi sono intervenuti il consigliere regionale di Forza Italia, Sergio Gaddi, e l’Associazione Nova Como, che hanno parlato di “ripicca del sindaco contro i cittadini”.
A stretto giro è arrivata la replica di Rapinese. “Ho sentito che quei quattro disperati che vogliono candidarsi – ha dichiarato – dicono che ho fatto una ripicca. Si rendono conto della gravità di quello che dicono? Quella perizia peraltro era precedente al cambio di idea della Soprintendenza sui ciliegi di via XX Settembre, quindi l’avrei fatta prima? Perché al Tar non ci è arrivato nessuno. Ci arriveremo a giugno. Purtroppo gli stolti ridono prima del tempo – ha sottolineato Rapinese – Non ho fatto nessuna vendetta perché non ho firmato niente. Sembra che sia il sindaco a decidere cosa mettere. Aspettiamo che si esprima la Soprintendenza”.
“Al netto degli insulti rivolti ai cittadini, espressioni cui purtroppo siamo abituati – ribattono gli esponenti di Nova Como – va ricordato al sindaco che la proposta di variante sarebbe antecedente solo di pochi giorni al vincolo paesaggistico e identitario apposto dalla Soprintendenza sui filari storici di via XX Settembre. Ma soprattutto va chiarito un punto: quel vincolo non è apparso magicamente. È arrivato dopo due mesi di mobilitazione civica. Se davvero si volesse evitare di alimentare un’ulteriore contrapposizione con la città, – concludono dall’Associazione – la proposta di modifica delle alberature ai Giardini a Lago potrebbe essere l’occasione per aprire un confronto. Invece, ancora una volta, si sceglie lo scontro. Quando si modifica un progetto proprio all’indomani di una battaglia pubblica così ampia, è inevitabile che i cittadini si pongano una domanda semplice: se non è ripicca, allora cos’è?”.


