Abbondino d’Oro alla memoria: la massima onorificenza del Comune di Como quest’anno è stata conferita all’artista Giuliano Collina, recentemente scomparso. A ritirare il riconoscimento nella splendida cornice di Villa Erba la famiglia dell’artista. Presenti per l’occasione il fratello Davide e le figlie Francesca e Alessandra, oltre alle autorità cittadine.
Nato a Intra nel 1938, ha passato tutta la sua vita sul Lario, facendo di Como la sua città d’adozione. Con il suo tocco inconfondibile, ha lasciato il segno in molti luoghi pubblici; con la sua arte a Como ha lasciato un ricordo indelebile. Lo stesso ricordo, indimenticabile, che resta nel cuore di chi ha passato tutta la vita al suo fianco. Artista unico e appassionato, che ha fatto dell’entusiasmo e della costanza – ricorda la figlia – due cavalli di battaglia.
Abbondino d’Oro 2025, il ricordo della figlia e le parole del sindaco Rapinese
“Sono sicura che il papà sarebbe stato contento. Sono sicura sia qui con noi“, dice con voce rotta la figlia Alessandra. “È difficile perché sono passati soltanto pochi mesi, ma sono felice che ci sia tanta gente in questa occasione, a ricordarlo, e che tutti siano riusciti a cogliere lo spirito del papà. L’arte era la sua vita – aggiunge la figlia – Non c’era una differenza tra il padre, il compagno e l’artista: andavano di pari passo ed è una cosa che ci ha trasmesso tutti i giorni”.
Non mancano i ricordi più personali: “Da bambina mi portava a vedere un film ogni Lunedì dell’Angelo. Ero io che sceglievo cosa guardare e poi trascorrevamo tutta la giornata insieme. Crescendo, invece, abbiamo condiviso lo studio. Eravamo vicini, uno accanto all’altra per vent’anni. Era la prima persona con cui parlavo la mattina e io ero la prima a vedere le sue creazioni. Quando entravo mi prendeva sotto braccio, mi chiedeva di chiudere gli occhi e me li faceva aprire solo quando avevo davanti uno dei suoi lavori. È stato un rapporto strettissimo, molto al di là di essere solo un padre”.
“Giuliano Collina è senz’altro il simbolo della creatività comasca, del rigore, della dedizione, della passione, della serietà e dell’infaticabilità, perché nella sua vita ha aiutato più generazioni a crescere”, commenta il sindaco Rapinese. E ancora: “Questa è una delle occasioni in cui l’Abbondino d’Oro è un riconoscimento non solo a un singolo individuo, ma a un’intera comunità: la comunità creativa comasca che lui sapeva rappresentare al meglio”.
In attesa di Villa Olmo
Dopo la cerimonia di un anno fa, nella Casa del Fascio a Como, e nell’attesa che Villa Olmo torni agibile, la cerimonia questa volta si è svolta a Cernobbio. Palazzo Cernezzi, lo ricordiamo, è socio del famoso polo espositivo affacciato sul lago, Villa Erba appunto, che certo si trova in un altro Comune ma che in qualche modo resta legato anche a Como. A fare il punto è proprio il primo cittadino Alessandro Rapinese.
“Mi capita di andare a vedere il progresso dei lavori di Villa Olmo. È veramente magnifico che a breve potremo tornare a goderci la storica villa affacciata sul lago. Nel frattempo, i progressi saranno più evidenti nelle prossime settimane sulle serre, che saranno un ambiente magnifico inserito nella nostra stupenda villa neoclassica. Settimana scorsa ho fatto un sopralluogo nella nuova proprietà acquistata dal Comune, sopra Villa Celesia, e stiamo studiando una sorpresa per i comaschi, ovvero cercare di rendere fruibile nel giro di un annetto la restante parte di parco. Stiamo studiando quale sia il modo migliore per accedervi e l’eventuale utilizzo. Potrebbe essere un bellissimo sfogo per la città”, commenta il sindaco di Como, in attesa che siano svelati ulteriori dettagli.


