Dopo aver sottolineato nelle interviste televisive post-gara di non aver gradito la fuga di Gianpiero Gasperini e la mancata stretta di mano a fine partita, mister Cesc Fabregas in sala stampa si è soffermato sulla vittoria contro la Roma e, come consuetudine, non ha voluto affrontare il discorso Champions, con i lariani al quarto posto in classifica. “Non ho guardato la classifica, siamo il Como, alla seconda stagione in serie A. La nostra è una tra le squadre più giovani d’Europa. Dobbiamo crescere, migliorare e rafforzare la nostra identità Soltanto alla fine faremo il bilancio e guarderemo la nostra posizione in serie A”.
“La nostra maniera di giocare è cambiata tra il primo e il secondo tempo della partita – ha aggiunto Fabregas – Abbiamo trovato sempre le giocate, ho visto un Como consapevole e maturo, con grandissima fame e organizzazione. Questo è il grande merito che abbiamo avuto contro la Roma. Il risultato è una conseguenza, quando fai le cose bene. È un grande merito dei ragazzi: sono tre punti importanti. I miei giocatori sono stati bravi a reagire dopo essere andati sotto, abbiamo continuato a spingere e abbiamo avuto idee chiare e coraggio, come avevo chiesto alla vigilia. Abbiamo mostrato maturità anche in momenti di tensione, in situazioni in cui può capitare di perdere la testa”.
Gasperini ha parlato, a proposito dell’espulsione di Wesley, di episodio decisivo per il match. “Stavamo già dominando la partita – ha risposto seccamente Fabregas – L’incontro era da vincere, contro 10 o 11 giocatori”.
Anche in questa circostanza non sono mancate parole di elogio per il capitano Da Cunha: “La sua grande prestazione non è una novità; fa sempre tutto bene. E ha ancora importanti margini di crescita”.





