Parapetti del lungolago, Rapinese contro Regione: “Prima fate quello che vi compete, poi venite qui a fare i fenomeni”

“Una cortesia: prima di venire a offrire la vostra capacità al Comune di Como, potete farmi un favore? Potete fare quello che compete voi? I parapetti sul lungolago mi fate la cortesia di farli? Poi venite qui a fare i fenomeni“. Non c’è pace per il lungolago di Como. Ultimato il cantiere delle paratie, resta l’odissea dei parapetti. Il prototipo presentato lo scorso maggio era stato subito bocciato e rimosso e, da quel momento, nulla è cambiato. Se non un continuo rimbalzo di responsabilità tra Comune e Regione. E così ora il sindaco Alessandro Rapinese lancia un nuovo messaggio rivolto, non senza polemiche, ad assessori e consiglieri regionali, ma non solo.

Como, parapetti del lungolago: il sindaco Rapinese contro Regione

Il primo cittadino comasco nomina l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, ma anche i consiglieri regionali di Forza Italia e Partito Democratico, Sergio Gaddi e Angelo Orsenigo. Spazio ai ciliegi e al faro voltiano, al momento ancora chiuso, fino allo stadio Sinigaglia. “Per tutto ciò che è di competenza di Palazzo Cernezzi, vi intromettete. Fatelo pure, anche se non assolutamente richiesto il vostro sforzo, anche perché dato gli egregi risultati”, aggiunge Rapinese.

“I cittadini al di là delle varie beghe sulle competenze di gestione – commentava il consigliere Orsenigo in diretta su Etv – aspettano delle risposte sui parapetti, che sono fondamentali per evitare che le persone cadano nel lago. Personalmente – ricorda Orsenigo – sono sostenitore dei parapetti storici, quelli con i timoni per intenderci, adattati alle attuali norme di sicurezza”. La questione, con una mozione presentata dal consigliere Gaddi, è approdata a fine gennaio anche a Palazzo Pirelli ed era intervenuto anche il governatore lombardo Attilio Fontana. Di fatto però sul futuro dei parapetti comaschi ancora nessuna risposta. E il sindaco Rapinese lancia un nuovo appello. “Facciamo così – dice – quando avrete installato i parapetti parleremo del resto. Cosa perdete tempo con i parapetti? Metteteli”.

L’auspicio ora è che i parapetti arrivino quanto prima. Perché dopo 17 anni di cantiere per le paratie, i cittadini e i turisti si trovano a passeggiare sul nuovo lungolago dove le uniche protezioni sono reti da cantiere malandate, quando non vengono abbattute.