Il Como in Europa: la priorità è adeguare il Sinigaglia

Tutto come da programma, si potrebbe dire. Mirwan Suwarso, presidente del Como, aveva tracciato la strada nel novembre del 2023. In una  Espansione Tv era stato chiaro: “La nostra  squadra in Champions League entro 5-10 anni”. Ecco perché la sorpresa, per chi segue le vicende dei lariani da vicino, è abbastanza relativa, nel  vedere la squadra di Cesc Fabregas ai piani alti della classifica di serie A, con un quarto posto che vale proprio la zona Champions. Magari non così presto, al secondo  anno di A dopo la promozione del 2024, ma il destino era comunque scritto.

Una posizione che andrà confermata in una volata finale che certo non sarà semplice, con la Juventus e la Roma che non lasceranno nulla di intentato anche se, con motivazioni diverse tra loro, bianconeri e giallorossi stanno facendo di tutto per farsi del male. A Roma mister Gianpiero Gasperini è in una fase di estrema freddezza con la dirigenza; a Torino la squadra di Luciano Spalletti continua ad offrire prestazioni a ritmo alternato, con passi falsi pesanti, come il recente pari interno con il Sassuolo.

Il Como in serie A è quarto con tre punti di vantaggio sulle sue contendenti e mantiene un ritmo scudetto: la squadra di Fabregas è reduce da cinque successi consecutivi, ha la migliore difesa del campionato e il secondo migliore attacco. E il dato positivo è che segnano tutti: Douvikas è a quota 11 gol, Nico Paz a 10 e, tanto per non andare troppo lontano, domenica scorsa con il Pisa hanno trovato la rete Baturina, Perrone e un ritrovato Diao, che potrà essere l’arma in più dei lariani in questo finale di stagione esaltante.

E senza dimenticare che il 22 aprile a San Siro i biancoblù affrontano la semifinale di ritorno di Coppa Italia con l’Inter. All’andata al Sinigaglia la partita è terminata 0-0. Quindi tutto aperto anche su quel fronte.

Suwarso già nel 2023 parlava di Champions League e quindi è facile pensare che con questa prospettiva il club abbia fatto più di una riflessione relativa ai passi da compiere per mantenere il posto in Europa. Lo stadio Sinigaglia, si sa, è un problema. L’ipotesi e che si possa provare eventualmente a effettuare un adeguamento nel corso dell’estate. La prima opera, assolutamente, è la sistemazione della curva in tubolari, che dovrebbe essere sostituita da una struttura in muratura. Ma Champions significa anche parcheggi per vip e sponsor, più spazi per stampa, telecamere e fotografi e altri adeguamenti che riguardano i servizi, le aree di deflusso e di primo soccorso. Elementi su cui si sta ragionando.

Altrimenti, come hanno già fatto altre squadre in passato – ad esempio l’Atalanta, che andò a San Siro – andrà trovato uno stadio omologato in una città differente. Nella licenza Uefa ottenuta nel 2025 il Como aveva indicato quello di Udine; non era mancato anche un approccio con la Juventus per una eventuale disponibilità dello Stadium, oggettivamente un gioiello nel panorama italiano. Ma alla fine la soluzione potrebbe essere il Mapei Stadium di Reggio Emilia, la cui capienza è di 21mila spettatori.

La priorità, comunque, è l’adeguamento del Sinigaglia. Con un eventuale primo match in trasferta, in programma tra l’8 e il 10 settembre,  la prima gara casalinga sarebbe a metà ottobre. Un mese in più per provare a completare l’adeguamento, che rimane in assoluto la priorità.

Anche il discorso del fair play finanziario inizialmente potrebbe non essere un problema, almeno per il primo anno. Poi, come hanno già fatto altri club in passato, si potrebbe raggiungere un accordo con la Uefa che comporterebbe limitazioni economiche e sportive, ma che garantirebbe comunque la possibilità di giocare in Europa.