Anche nel 2025 la Lombardia si conferma la prima regione italiana nella raccolta dei cosiddetti RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). Nello specifico, il dato relativo al settore domestico si è attestato a quota 68.405 tonnellate, con un andamento in continua crescita, pari all’1,3% rispetto al 2024. La raccolta pro-capite è invece salita a 6,83 chili per abitante, un risultato superiore al valore medio italiano, pari a 6,22 kg/ab.
A scattare questa fotografia è l’ultimo rapporto regionale del Centro di Coordinamento RAEE, che sintetizza i dati della raccolta effettuata dai sistemi collettivi nei centri di raccolta comunali e i luoghi di raggruppamento della distribuzione.
In un contesto in cui la Lombardia è al vertice nazionale, Como è la città più virtuosa. Il nostro territorio è quello con il numero più alto rispetto alla raccolta, con 9,25 chili in media per abitante. Segue Cremona, con 8,13 kg/ab. C’è poi la provincia di Sondrio, che raggiunge 7,33 kg/ab e si collocano sopra la media nazionale anche Brescia e Milano (entrambe con 7,21 kg/ab), Mantova (6,74 kg/ab), Monza e Brianza (6,68 kg/ab) e Bergamo (6,23 kg/ab). Al di sotto del valore medio italiano si attestano invece le province di Lecco (5,61 kg/ab), Lodi (5,59 kg/ab), Pavia (5,51 kg/ab) e Varese (5,20 kg/ab).
“Regione Lombardia – commenta l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Giorgio Maione – si conferma prima in Italia per raccolta complessiva di rifiuti RAEE. Un risultato significativo, frutto di una forte sensibilità da parte dei cittadini e della capillarità dei centri raccolta. Abbiamo stanziato oltre 50 milioni di euro attraverso i bandi ‘Ri.Circo.Lo.’, puntando alla riduzione drastica della produzione di scarti e alla promozione della simbiosi industriale, dove il rifiuto diventa risorsa. Questo – aggiunge l’assessore – significa avviare azioni concrete su filiere ad alto valore tecnologico: dal trattamento dei RAEE e delle batterie per il recupero della ‘black mass’ alla riprogettazione dei prodotti secondo criteri di ecodesign per facilitarne la riparabilità”.



