Milano ha ospitato il primo Forum Nazionale sulla povertà dei trasporti, organizzato dal Transport Poverty Lab e patrocinato dalla Commissione Europea, dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica e dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.
Una iniziativa nata con l’obiettivo di portare al centro del dibattito pubblico il tema della povertà dei trasporti, una condizione di vulnerabilità che si manifesta nell’impossibilità o nella difficoltà di sostenere i costi o di accedere a servizi di trasporto pubblico e personale adeguati, con ricadute dirette sulle opportunità di lavoro, studio, cura e partecipazione alla vita sociale. Un problema che tocca oltre 7 milioni di italiani, come è emerso nel corso dell’evento.
Secondo lo studio presentato nella giornata di confronto, sono 7,3 milioni le persone che risiedono in aree poco servite dal trasporto pubblico, mentre circa 1,2 milioni di famiglie si trovano in una condizione di doppia vulnerabilità, tra difficoltà economiche e carenza di servizi. A livello regionale, la quota più elevata di famiglie vulnerabili si registra in Calabria, dove supera il 10%, mentre scende sotto il 2% in Trentino-Alto Adige. Il rapporto individua quattro tipologie di cittadini: dalla vulnerabilità assoluta, che combina basso reddito e assenza di servizi, a quella territoriale e personale, fino alle situazioni di piena accessibilità.
Per contrastare il fenomeno, è stato proposto un decalogo di interventi che include incentivi per veicoli a basse emissioni, sviluppo della mobilità condivisa, potenziamento del trasporto pubblico e investimenti in infrastrutture e servizi nelle aree più svantaggiate. Tra le misure anche sostegni economici, leasing sociale, bonus per bici ed e-bike e sistemi di mobilità “on demand”, con l’obiettivo di rendere più equo e accessibile il diritto alla mobilità.



