Giovane arrestato in Vietnam, ‘non può vedere l’avvocato e la famiglia’

Il 32enne pesarese in carcere per droga. M5s: 'Condizioni lesive per diritti umani'

(ANSA) – PESARO, 24 APR – Marco Mancini, pesarese di 32 anni incensurato, è stato arrestato in Vietnam la scorsa settimana a seguito di un’indagine che avrebbe gli avrebbe attribuito la proprietà di un pacco contenente 15 grammi di cocaina, rischiando dunque una pena dai 5 ai 10 anni. Sulla questione, che interessa il giovane, attualmente detenuto presso l’Hòa Samo Gn detention center nella città di Da Nang, è intervenuto il senatore (M5S), Roberto Cataldi, con un’interrogazione parlamentare chiedendo al Governo di "accelerare la ratifica dei trattati Italia-Vietnam per permettere ai detenuti italiani di scontare la pena in Italia" così che, nel caso di Mancini, siano "garantiti diritti e contatti con la famiglia".
 "Le indagini a suo carico risultano concluse il 15 marzo 2026 e il connazionale è attualmente in attesa di processo. – dichiara Cataldi – Secondo i familiari, le condizioni di detenzione sono gravemente degradanti: è costretto a dormire a terra, in ambienti con evidenti carenze igieniche e, dalla chiusura delle indagini, gli è stato impedito ogni contatto con il proprio difensore e la famiglia. – prosegue – Queste condizioni appaiono lesive dei diritti umani del detenuto e in contrasto con i principi della Costituzione italiana, che impongono alla Repubblica di tutelare la dignità della persona anche nella fase dell’esecuzione penale".

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