(ANSA) – VENEZIA, 05 MAG – La Guardia di Finanza di Venezia ha eseguito – su ordine della Procura Europea di Venezia – il fermo di un imprenditore veneto, residente a Dubai, sospettato di aver riciclato e reimpiegato i proventi di una "frode carosello" realizzata da un’associazione criminale di origine asiatica. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e dal secondo Nucleo Operativo Metropolitano di Venezia, partite dalla ricostruzione di un giro milionario di fatture false, hanno fatto emergere la figura dell’imprenditore incaricato di riciclarne il profitto. Approfittando della propria residenza negli Emirati Arabi Uniti, l’uomo veniva in Italia, riceveva il contante dall’organizzazione coinvolta nella frode e lo trasferiva all’estero, compiendo operazioni per ostacolare l’identificazione della loro provenienza. Il denaro veniva poi reimpiegato in attività economiche e finanziarie tramite una sua società fittizia in Slovenia, che importava da fornitori extracomunitari merce per poi cederla a imprese italiane compiacenti, alimentando così la frode carosello. L’indagato, da pochi giorni in Italia, era in procinto di espatriare negli Emirati Arabi Uniti, per cui il Procuratore Europeo ha emesso un provvedimento di fermo di indiziato di delitto, contestualmente a un decreto di sequestro preventivo d’urgenza di oltre 4,6 milioni di euro, pari al profitto dei reati di riciclaggio e reimpiego di denaro di provenienza illecita. I Finanzieri lo hanno intercettato all’aeroporto di Venezia-Tessera, mentre era in procinto di imbarcarsi, trovando un wallet di criptovalute di oltre 750.000 euro, che è stato sequestrato assieme a circa 6.000 euro in contanti e a un’auto di lusso. Il Gip ha convalidato il fermo disponendo la misura cautelare. (ANSA).
Frode e riciclaggio negli Emirati arabi, imprenditore arrestato a Venezia




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