Parla di una scuola “vivace” riferendosi al territorio comasco. Sottolinea la missione: “avere sempre i ragazzi al centro”. Pone l’accento su una parola in particolare “collaborazione” sia nel lavoro con gli studenti sia nel rapporto tra istituzioni. Primi giorni sul Lario per il nuovo dirigente dell’ufficio scolastico territoriale, o per dirla alla vecchia maniera il provveditore, Imerio Chiappa. Arriva da Cremona, si divide tra Milano, Como e Sondrio. Tra una riunione in presenza e una in collegamento, affronta i tanti temi legati al mondo dell’istruzione.In giornata, tra l’altro è in programma, il primo incontro con i presidi (di istituti pubblici e privati) e i sindacati. Per quanto riguarda il personale docente spiega che la prima fase, che consiste nell’assegnare gli organici alle scuole, è già stata svolta cercando di accontentare richieste e necessità. A fine anno scatterà poi la seconda che comprende l’individuazione degli insegnanti dove non ci sono i titolari. “Speriamo vada meglio del passato” dice il neodirigente. Sul sostegno, argomento delicato per la carenza di professionisti, si stanno adeguando le richieste delle famiglie alle disponibilità attuali alle quali presto se ne aggiungeranno altre.
Organici a parte, su Como – è noto – c’è un altro fronte caldo e molto sentito. Il provveditore non entra nel merito, ma è al corrente del piano di razionalizzazione delle scuole avanzato dal Comune (e motivato da edifici fatiscenti e calo demografico) e dell’opposizione delle famiglie con l’iter legale avviato. Non ha ancora parlato con sindaco e assessore, che incontrerà a breve, ma il tema della chiusure e degli accorpamenti lo conosce bene lavorando anche sulla realtà di Sondrio. “La premessa doverosa è che sul dimensionamento scolastico è competente l’ente locale, la Provincia per gli istituti superiori e i comuni per i Comprensivi – dice Chiappa – ma l’ascolto di tutte le parti è necessario”. “La mediazione è importante – ha aggiunto – imporre non è mai la soluzione giusta. Bisogna confrontarsi e capire cosa si può fare insieme. Credo che nessuna scelta possa essere imposta”.La collaborazione tra scuola, istituzioni e genitori è al centro anche di un’altra sfida nella quale Chiappa crede fortemente nell’ottica di ridurre la dispersione scolastica e che prevede una comunione di intenti e risorse per estendere l’azione e il supporto educativo e dare più tempo di qualità alle famiglie. “Facciamo l’esempio di uno studente che ha difficoltà nello svolgere i compiti – spiega – se va a casa e i genitori non possono seguirlo, non lo aiutiamo. Ho visitato molte scuole del Nord Europa in cui ogni studente chiude i libri e va a casa e i genitori non devono inseguire i compiti, perchè tutta la comunità si era impegnata prima nel supportare i ragazzi”.


