Strage di Crans-Montana, il giornalista svizzero replica a Luciana Littizzetto: “Noi bersaglio facile”

“I tuoi figli in Svizzera, cara Italia, sono parte viva di questo paese. E sono a disagio nel sentire come si parla di questo paese in certi squallidi show televisivi italiani. La Svizzera ha mancato su alcune cose? Probabilmente sì. Ogni paese manca. Anche l’Italia, ogni tanto, manca. La differenza è che quando si sbaglia qui, si risponde nelle sedi appropriate, con strumenti seri. Non con un applauso in studio“. Con queste parole il giornalista svizzero Sergio Savoia replica a quelle di Luciana Littizzetto, che contro la richiesta di rimborsi avanzata dalla Svizzera aveva scritto – e letto in diretta sulla tv nazionale – una lettera dai toni accesi. Niente mezzi termini, quelli della famosa comica torinese, una chiara presa di posizione contro la vicina Svizzera, che ha presentato alle famiglie dei feriti di Crans-Montana un conto salato da pagare. E così il danno si è aggiunto alla tragedia. Ora, invece, arrivano le rassicurazioni della premier Meloni.

Crans-Montana, dal Ticino nuova replica all’Italia: le parole dell’ex politico alla lettera della comica torinese

Una lettera, quella della Littizzetto, rivolta direttamente alla Svizzera e che racchiude un pensiero praticamente unanime; in cui l’indignazione di fronte alla richiesta di rimborsi ha accumunato proprio tutti, familiari e non solo. Una regola del sistema sanitario svizzero, evidentemente diverso da quello italiano, che ha alimentato inevitabili polemiche. Tra cui, appunto, quella di Luciana Littizzetto, che scrive: “Cara Svizzera, essere i primi della classe significa esserlo sempre, non solo quando c’è da prendersi elogi, ma anche quando tocca assumersi delle responsabilità. Ci aspettavamo da te un gesto di pudore. Nessuno ti chiede di rinunciare alla tua natura – prosegue la comica che in tv fa coppia con Fabio Fazio – Ma almeno davanti a una strage, risparmiaci il modulo da compilare e il bollettino da saldare“.

A stretto giro la replica dell’ex politico Sergio Savoia, nato in Svizzera da genitori italiani. “Cara Italia, ogni tanto qualcuno, in televisione, legge una letterina sulla Svizzera. È un genere collaudato. Funziona bene e scalda il pubblico. E capisco: la Svizzera è un bersaglio comodo. Precisa, ordinata, un po’ rigida. La cugina troppo perfettina su cui è facile fare satira. Ma la Svizzera – prosegue Savoia – non somiglia alla caricatura che ogni tanto circola nei salotti televisivi. Non chiedo ammirazione, cara Italia. Chiedo solo che, quando si parla di noi, e di chiunque altro, ci si prenda la briga di capire di cosa stai parlando. Perché la precisione non è una virtù svizzera. È una virtù, e basta”. Poi sottolinea: “Cara Italia, so che non sei quella dei salotti tv o delle facili risate di comici in disarmo. Sei un Paese vicino, amico, grande. So distinguere. Sappiamo distinguere. Siamo “precisi” anche in questo”.

Il post integrale condiviso sui social da Sergio Savoia