(ANSA) – PORCIA, 30 MAG – Emergono nuovi elementi sull’omicidio dell’uomo di 59 anni, di Porcia, ucciso dall’ex compagno della figlia. Ai microfoni della Tgr Rai Fvg, l’avvocata Laura Presot, che segue la vicenda, ha riferito che, a suo giudizio, il contesto in cui si sono sviluppati i fatti sarebbe stato caratterizzato da una situazione di maltrattamenti protratti nel tempo nei confronti della donna. Per questo motivo, secondo la legale, non si tratterebbe di un episodio riconducibile a un "reato d’impeto". L’avvocata ha inoltre spiegato che la donna avrebbe maturato la decisione di interrompere la relazione dopo anni di presunti maltrattamenti, pur senza aver mai presentato denuncia. La coppia, che ha tre figli minorenni, ha precisato, non era sposata. Tra gli elementi emersi nelle ultime ore vi è anche il profilo lavorativo dell’indagato: era un operaio in una fabbrica della zona. Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio dinamica, movente e contesto dell’omicidio. (ANSA).
Uomo ucciso per difendere la figlia, avvocato ‘non è stato reato d’impeto’




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