Giardini a Lago “Meno alberi e più cemento”. Critiche alla variante da Fratelli d’Italia e Verdi

“Meno alberi e più cemento”. Critiche all’amministrazione comunale di Como dai gruppi dell’opposizione dopo la pubblicazione del contenuto della variante del progetto dei Giardini a Lago, in base alla quale entro l’autunno dovrebbe finalmente essere completato il cantiere.
“Prima gli alberi abbattuti. Ora la rinuncia a ripiantarli. Se questa è la nuova idea di città, Fratelli d’Italia dice con forza che è la strada sbagliata – attacca il presidente provinciale Stefano Molinari – L’approvazione della variante è l’ennesimo segnale di una visione che continua a sacrificare il verde urbano, proprio quando tutte le città più moderne investono per aumentarlo. Meno alberi e più spesa pubblica: francamente è difficile capire dove sia il miglioramento. Como non ha bisogno di meno alberi. Ha bisogno di più ombra, più qualità urbana e più coraggio nelle scelte”.
“Abbiamo già denunciato la mancata sostituzione degli alberi abbattuti nell’area di Como Borghi e oggi assistiamo a un’ulteriore riduzione del verde in uno dei luoghi simbolo della città – prosegue Molinari – Per Fratelli d’Italia la tutela del verde urbano non è una questione ideologica, ma una scelta di buon senso. Rilanciamo una proposta chiara, che farà parte del nostro progetto per il governo di Como: un piano straordinario del verde, con l’obiettivo di piantare almeno 1.000 nuovi alberi nel prossimo mandato amministrativo, realizzare un censimento completo del patrimonio arboreo cittadino e prevedere che ogni albero abbattuto venga sostituito, ove tecnicamente possibile, con nuove piantumazioni nello stesso quartiere o in aree limitrofe”.
Per Elisabetta Patelli, portavoce regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, “la variante urbanistica conferma che l’idea dell’amministrazione è una città che viene progressivamente rimodellata per rispondere alle esigenze dello stadio e delle attività economiche ad esso collegate”. “Meno parco, più spazi per eventi, manifestazioni e infrastrutture di servizio allo stadio – prosegue Patelli – La variante sottrae verde e superfici permeabili proprio mentre la città sperimenta con crescente frequenza gli effetti della crisi climatica e degli eventi meteorologici estremi. Difficile da comprendere è la decisione di non ripiantare ben 38 alberi del cannocchiale del Tempio Voltiano. Anche l’intoccabilità della battery continua a suscitare forti perplessità. Un elemento inutile e di scarso valore estetico che toglie altro verde e aggiunge altro cemento”.