Omicidio in stazione a Milano, ‘mio fratello ucciso da una gang’

Intervista a Fuori dal coro

(ANSA) – MILANO, 31 MAG – "Non sono neanche persone, questi sono degli animali. È una gang". Lo ha detto al programma ‘Fuori dal coro’ il fratello di Gianluca Ibarra Silvera, il giovane di origine sudamericana accoltellato a morte nella notte tra il 26 e il 27 maggio alla stazione di Milano Certosa. L’intervista andrà in onda questa sera su Retequattro, nel corso del programma condotto da Mario Giordano. "Mio fratello praticamente mi è morto tra le braccia" ha raccontato il fratello della vittima. "L’unico che sa come è andata – ha aggiunto – sono io che ero lì con lui. Escono sei, sette ragazzi e iniziano a dire ‘Somos los reyes’ (‘Siamo i re’, ndr). Hanno fatto un marchio sulla parete, con la scritta LK. È una gang". "Hanno iniziato ad accerchiarci, siamo scesi sui binari correndo, con 30 persone dietro che ti rincorrono con coltelli, bottiglie, sassi, mi sono arrivate pure delle bottigliate. Dicevo ‘corri, ci ammazzano, corri’. Non ho potuto fare niente, l’hanno preso, sono saltati in massa su di lui, saranno stati in 20 a picchiarlo e accoltellarlo" ha detto il fratello della vittima. "Lui era tutto insanguinato, pieno di colpi e gli dicevo, ‘resisti, resisti, non mollare’. Lo vedevo come lo colpivano e sentivo le sue grida, sentivo tutto. Io avevo tutti i vestiti pieni di sangue, il pantaloncino, la maglietta, le mie mani. Avevo la sua testa in mano e da dove lo prendevo sentivo un po’ dei buchi. Un vero motivo non c’era, non c’era nessun motivo. L’hanno ucciso solo per il gusto di farlo oppure ci hanno scambiato per qualcuno che non eravamo. Poteva esserci chiunque altro". (ANSA).

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