“Sono state fatte delle valutazioni e sia io sia l’assessore Sertori abbiamo sentito la Soprintendenza. Mi auguro che nel giro di un paio di settimane si possa iniziare a mettere fine a questa tragedia“. A dirlo è il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, dopo l’incontro con l’assessore regionale agli Enti locali, Massimo Sertori. Sul lungolago di Como resta l’incognita parapetti ed è ancora da definire il passaggio di consegne da Regione a Comune. È passato più di un anno e del prototipo dei nuovi parapetti neanche l’ombra. Intanto, a ogni violento acquazzone, il lungolago – di fronte a piazza Cavour, si allaga e diventa inagibile. La competenza, per il momento, resta di Regione Lombardia, con cui – annuncia il sindaco – “si stanno facendo passi in avanti”. Sono in corso alcune verifiche, spiega Rapinese, ma i contatti con Regione e Soprintendenza non mancano, per cui si spera in qualche ulteriore passo in avanti nell’arco di un paio di settimane.
“Di tragedie ne abbiamo un po’ da gestire per quanto riguarda le paratie. Si sta vedendo come gestire l’accompagnamento del cantiere da parte di Regione al Comune di Como, sia da un punto di vista economico – in relazione ai costi – sia dal punto di vista gestionale, per quanto riguarda l’alzare e abbassare le palancole“, precisa ancora il sindaco.
In sintesi, fa sapere il sindaco Rapinese, con Regione Lombardia ci sono degli aspetti tecnico-giuridici in corso di definizione, ma con l’assessore Sertori – precisa ancora il primo cittadino comasco – “c’è stato un dialogo franco e schietto. Con lui lavoro benissimo”. “Secondo me – aggiunge –siamo finalmente sulla strada giusta, ma ci sono ancora dettagli da definire, anche perché ogni singola azione derivante da questo passaggio ha un impatto economico e non solo legato alla gestione, che non compete a noi. Ho visto un atteggiamento assolutamente propositivo e aperto al confronto, com’è stato il nostro”, assicura Rapinese.
Occhi puntati soprattutto sui parapetti: “Regione Lombardia – prosegue il sindaco – è motivata a metterli. Chiuse le polemiche, non c’è più nessun conflitto. Incrociamo le dita, se nessuno si mette in mezzo spero in un paio di settimane di dare notizie”, ribadisce il primo cittadino comasco a Etg+ Sindaco. “È stato l’inizio di un confronto e di un percorso che sono certo produrrà dei frutti positivi per tutti. Quando non si infilano certi soggetti che in Regione sono lì a far casino e quando parlo con i responsabili il rapporto è schietto e diretto”, ribadisce. “Ne arriveremo a una, come siamo arrivati quasi sempre a una”, assicura ancora Rapinese.
Lungolago che è spesso in balia delle conseguenze del maltempo, come altre zone della città, da Santa Marta – già flagellata dal maltempo dello scorso settembre – a via Brambilla, fino a Salita Peltrera. Il Comune sta facendo tutte le verifiche del caso e, in particolare in via Santa Marta, i lavori di messa in sicurezza procedono.
“Quando ci sono queste bombe d’acqua ormai è veramente un incubo”, sottolinea il sindaco. “Ci sono delle intensità che in passato non ci sono mai state. Stiamo cercando di ripercorrere le modifiche del suolo. A volte basta che qualcuno facendo dei lavori modifica una roggia, non avverte l’amministrazione e succedendo dei disastri. Però sta succedendo da troppe parti. La verità – conclude – è che le precipitazioni sono aumentate e quella intensità è incontenibile. La notte di martedì ho avuto paura nel vedere cosa stava scendendo da via Prudenziana e arrivava in via Brambilla”, una delle zone più colpite dalla violenta ondata di maltempo dei giorni scorsi.



