Lavori per la nuova curva del Sinigaglia, il Comitato Civico per la Tutela della Zona Stadio tramite il proprio legale, l’avvocato Veronica Dini – continua a essere scettico sull’intervento. E dopo i primi documenti diretti alla Soprintendenza per verificare una serie di passaggi ne arriva un terzo con relativa diffida al Comune di Como per vigilare e controllare sull’attività edilizia in corso – disponendo inoltre l’interruzione immediata dei lavori – e per “inquadrare le istanze avanzate dal concessionario nell’ambito del più ampio procedimento amministrativo volto al progetto di riqualificazione dello stadio cittadino, tuttora in attesa di convocazione della Conferenza dei Servizi Decisoria”.
Mentre il cantiere procede a ritmi serrati la battaglia di una parte dei cittadini – dunque – prosegue.
Nelle 21 pagine inviate questa volta anche a Palazzo Cernezzi si ripropone il tema della provvisorietà delle opere, di cui già si chiedeva conto in precedenza perché, in base a quanto appreso dal Comitato, la Soprintendenza avrebbe concesso la propria autorizzazione ai lavori sul presupposto che l’intervento avesse carattere provvisorio e fosse finalizzato all’adeguamento dell’impianto alle norme UEFA per la stagione 2026-2027.
Pertanto il comitato insiste affinchè la Soprintendenza verifichi una serie di punti: dalla corrispondenza tra la documentazione trasmessa al proprio ufficio e quella depositata in Comune fino al termine con cui la società e il Comune intendono rimuovere i manufatti provvisori. Viene chiesto, inoltre, di revocare, in autotutela il parere emesso e trasmettere gli atti alle autorità giudiziarie competenti “al fine di garantire – si legge – la tutela degli immobili vincolati e la legalità del procedimento in corso, anche in vista della necessità di inquadrare il progetto de quo nell’ambito della Conferenza di Servizi Decisoria non ancora convocata”.



