“Fai la brava altrimenti ti faccio ammazzare”. Minacce, insulti, continue richieste di soldi. La vita di una donna italiana era diventata un inferno. Ieri mattina però la polizia è riuscita a fermare la scia di violenza, arrestando il 40enne colombiano residente a Senna Comasco che aveva reso la sua vita un incubo.
Gli agenti delle Volanti sono intervenuti ieri mattina alle 7 in piazza IV Novembre ad Albate per la segnalazione di un uomo che sosteneva di voler restituire un’auto. Era il 40enne che ha effettivamente spiegato ai poliziotti di voler riconsegnare la vettura alla sua compagna la quale però, si è scoperto, lo aveva denunciato per il furto del veicolo in questione.
La donna, una volta arrivata, era in evidente stato di angoscia e temeva per la propria incolumità. Gli agenti l’hanno messa a suo agio e òìhanno rassicurata e così lei iniziato a spiegare le ripetute violenze e minacce subite.
Nel suo racconto la donna ha riferito che, da alcune settimane, ospitava il 40enne nella abitazione e, nonostante si fosse mostrato gentile e disponibile i primi tempi, con l’inizio della convivenza aveva radicalmente cambiato atteggiamento insultandola, pretendendo denaro e aggredendola, arrivando persino a minacciarla con frasi del tipo “FAI LA BRAVA ALTRIMENTI TI FACCIO AMMAZZARE”, colpendola alla testa e intimidendola con la promessa di diffondere video intimi ai suoi familiari.
Proprio nella mattina di ieri, la donna ha riferito anche che il 40enne si rifiutava di restituirle l’auto, peraltro priva di copertura assicurativa, cercando di estorcerle denaro a seguito di una lite avvenuta la sera prima. “SE NON RITIRI LA DENUNCIA TI AMMAZZO” le avrebbe detto.
Nel corso dell’ispezione del veicolo, è stato trovato e sequestrato un coltello con lama di 11centimetri. Accompagnato in questura, sono emersi i suoi precedenti per maltrattamenti, atti persecutori e porto abusivo d’armi. L’uomo è stato, quindi, arrestato per tentata estorsione e denunciato per minaccia, diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti, maltrattamenti contro familiari e porto abusivo d’armi. E’stato trasferito al carcere di Como.


