Il grande caldo non molla la presa: negli ospedali accessi aumentati del 10%

L’afa e il caldo estremo non mollano la presa in Lombardia e in parte dell’Italia. Le temperature sono arrivate a 37 gradi, ben oltre la media del periodo. Uscire di casa è una sfida già a partire dal mattino e diventa un’impresa rischiosa nelle ore centrali della giornata, in particolare per le fasce più fragili della popolazione, anziani, pazienti cronici e bambini.
Negli ospedali è attivo il codice di calore, che prevede una corsia preferenziale per chi sta male a causa delle temperature troppo alte. I rischi sono forte disidratazione, svenimenti e stato confusionale. Negli ospedali della Regione in questi giorni si è registrato un incremento del 10,3% degli interventi di soccorso, in particolare per problemi cardiovascolari, ed è attivo il ‘Codice Calore’, una vera e propria corsia preferenziale per chi sta male a causa delle temperature alte.
All’ospedale Valduce di Como si è verificato nelle ultime ore un aumento di accessi dovuti al caldo prevalentemente tra gli anziani. “Oggi un quarto degli accessi al nostro pronto soccorso era legato a sincopi da calore – ha spiegato il vicedirettore sanitario Nunzio Castiglione – su una trentina di persone presenti nel pomeriggio nel reparto di emergenza e urgenza di via Dante circa 7 erano scompensi e problemi riferibili al caldo. Abbiamo registrato un progressivo incremento in questi ultimi giorni”.
E con l’arrivo del grande caldo estivo, Regione Lombardia ha avviato un piano speciale per proteggere la salute dei cittadini, concentrandosi sulle persone più colpite dalla calura: gli anziani, chi vive da solo, chi si trova in difficoltà e chi lavora sotto il sole. Un’azione integrata tra Regione, Ats, Asst e medicina del territorio.
E’ stata emessa un’ordinanza per tutelare l’attività lavorativa nel settore agricolo e florovivaistico e nei cantieri edili all’aperto, con il divieto di lavorare tra le 12.30 e le 16 nei giorni più caldi.
A Como con il grande caldo torna il solito problema. I turisti, soprattutto stranieri, incuranti dei cartelli di divieto di balneazione scritti in diverse lingue, non esitano a fare il bagno nell’area davanti al Tempio Voltiano, che ogni estate si trasforma in una vera e propria spiaggia. Nonostante i rischi ben evidenziati.