Incendio di Lomazzo, interrogato il 42enne fermato. Accusato di omicidio per la morte del vicino

E’ stato interrogato questa mattina nel carcere del Bassone di Como il 42enne accusato di omicidio volontario e incendio doloso. Avrebbe appiccato le fiamme alla porta dell’appartamento del vicino di casa Giovanni Amenta, 73 anni, morto nel rogo della sua abitazione a Lomazzo, in via Somaini, nella notte del 25 giugno scorso.
Il 42enne, Christian Lepore, assistito dall’avvocato Emanuele Rosapinta, ha risposto alle domande del giudice delle indagini preliminari Walter Lietti. Avrebbe ammesso di aver acquistato la tanica di benzina poche prima dell’incendio, ma avrebbe poi negato ogni responsabilità nel rogo che ha causato la morte del vicino di casa. “E’ tranquillo e ha fiducia nella giustizia”, ha detto il suo difensore, che ha chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere e una misura meno restrittiva. Il magistrato che coordina l’indagine, Giulia Ometto, ha invece ribadito la richiesta del carcere per Lepore.
Inizialmente, quando è stato fermato dai carabinieri, il 42enne non aveva risposto alle domande degli inquirenti. Venerdì pomeriggio, assistito dall’avvocato Rosapinta, aveva poi chiesto di poter parlare con il magistrato e davanti al pubblico ministero avrebbe già ammesso l’acquisto della tanica di benzina, peraltro ripreso dalle telecamere di sorveglianza della stazione di servizio negando invece il coinvolgimento nell’incendio.
Lepore, secondo quanto ricostruito dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Como, in collaborazione con i militari della compagnia di Cantù e della stazione di Lomazzo, avrebbe appiccato l’incendio per vendetta. Giovanni Amenta si sarebbe reso conto che il vicino di casa lo aveva derubato, dopo avergli chiesto in più occasioni anche soldi per il figlio e lo aveva denunciato. Il 42enne avrebbe dunque deciso di vendicarsi.