Settecolori e altri 5 editori a Più Libri, chiarimenti su limite di fatturato previsto

In lettera ad Aie e a vertici fiera

(ANSA) – ROMA, 16 LUG – L’editore Manuel Maria Grillo di Edizioni Settecolori chiede a nome suo e di altri cinque editori "chiarimenti sull’applicazione del regolamento di ammissione alla XXV edizione di Più libri più liberi". La richiesta riguarda, in particolare, "il rispetto del requisito relativo al limite di fatturato previsto dal regolamento. Quest’ultimo stabilisce infatti che possano presentare domanda di partecipazione esclusivamente le case editrici con un fatturato netto relativo al 2025 non superiore a 10 milioni di euro" sottolinea Grillo che ha inviato tramite Pec una lettera all’Associazione Italiana Editori e agli organi direttivi di Più Libri Più Liberi. I firmatari, oltre a Grillo, sono: Alessandro Amorese di Eclettica Edizioni, Fiovo Bitti di Edizioni Sindacali, Daniele Dell’Orco di Idrovolante Edizioni, Francesco Giubilei di Historica Edizioni / Giubilei Regnani Editore e Michele Silenzi di Liberilibri Editore. "Dai bilanci pubblici disponibili sembrerebbe tuttavia che alcuni editori ammessi superino tale soglia. Per questa ragione – affermano – chiediamo che venga chiarito quali dati vengano utilizzati per le verifiche, quale significato venga attribuito all’espressione ‘fatturato netto’, se siano previste deroghe, su quale base regolamentare vengano eventualmente concesse, quale organo sia competente ad autorizzarle e secondo quali criteri". "La questione non riguarda soltanto i sei firmatari. È un problema che molti piccoli editori pongono da anni e che investe direttamente la credibilità della principale fiera italiana dedicata alla piccola e media editoria. In questi giorni – dicono – il presidente dell’Aie, Innocenzo Cipolletta, la presidente di Più Libri Più Liberi, Annamaria Malato, altri responsabili della manifestazione e diversi editori hanno richiamato il rispetto dell’ordinamento costituzionale, delle regole e dei principi democratici. È un richiamo che condividiamo. Proprio per questo riteniamo che il medesimo rigore debba valere anche nell’applicazione concreta del regolamento della fiera". "Il rispetto delle regole – sottolineano ancora – implica infatti trasparenza, imparzialità e parità di trattamento. Non è possibile chiedere agli editori dichiarazioni preventive sul rispetto dei principi costituzionali e, nello stesso tempo, lasciare irrisolti dubbi sull’applicazione dei requisiti economici stabiliti dal regolamento. Il regolamento parla espressamente di fatturato netto. Se sono previste deroghe, è interesse di tutti gli operatori conoscerne il fondamento, i criteri e le modalità di applicazione. Diversamente, diventa difficile comprendere perché alcuni editori vengano esclusi adducendo problemi di spazio, mentre altri possano essere ammessi pur sembrando non rispettare i requisiti previsti dal regolamento". "Negli anni – fanno notare – il limite di fatturato è stato progressivamente innalzato fino agli attuali 10 milioni di euro. È quindi ancora meno comprensibile che un requisito così chiaramente previsto possa essere oggetto di eccezioni non esplicitate o di interpretazioni non rese pubbliche. La manifestazione nasce per rappresentare e tutelare la piccola e media editoria, è sostenuta economicamente in larga parte dagli editori partecipanti e beneficia anche di risorse pubbliche. Proprio per questo chi la organizza dovrebbe garantire la massima trasparenza e assicurare che le regole valgano nello stesso modo per tutti, senza trattamenti differenziati o eccezioni non motivate". "La nostra iniziativa – concludono – non intende alimentare polemiche, ma ottenere un riscontro pubblico, chiaro e puntuale e rafforzare la fiducia degli editori nella correttezza della manifestazione". (ANSA).

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