L’obiettivo è dichiarato. Ambizioso, forse persino visionario: diventare i “Los Angeles Lakers del calcio italiano”. Un modello che il Como vuole prendere in prestito da una delle franchigie più iconiche della storia della NBA. Non solo per vincere, ma per costruire un marchio globale.
Mirwan Suwarso non è un presidente che ama i profili bassi. Nel podcast Business of Sport racconta una filosofia precisa: il Como non vende soltanto calcio ma anche un sogno sul lago. Un’esperienza che comincia molto prima del fischio d’inizio. Perché il vero fuoriclasse, dice, è sempre stato lì. Ed è il Lago di Como. Uno dei luoghi più famosi al mondo. Bellissimo. Esclusivo. Ma finora poco sfruttato dal calcio. Non solo novanta minuti allo stadio, ma un intero weekend tra paesaggi, ristoranti, hotel e una città da vivere. Vieni per il Como e finisci per innamorarti di Como. La formula vale anche al contrario naturalmente. “Il Lago di Como era più conosciuto della squadra, per questo abbiamo iniziato a vendere più prodotti Lake Como che prodotti Como Football. Ha funzionato. E adesso si parla di noi”, ha sottolineato il presidente dei lariani Mirwan Suwarso.
Il prossimo capitolo si chiama Sinigaglia. Non una semplice ristrutturazione per giocare in Champions, ma un impianto completamente ripensato con un investimento da 64 milioni di euro. Prima pietra prevista nel 2027. Una boutique, così ha definito l’atmosfera della futura arena, da 15 mila posti, aperta tutto l’anno e affacciata su uno dei panorami più belli d’Europa.
Poi c’è il mercato. Gli algoritmi aiutano, ma non decidono. Servono dati, osservatori, confronti e naturalmente anche intuito. Così sono arrivati Assane Diao e Martin Baturina. Due scommesse vinte. Per il primo il Como ha già detto no a un’offerta da 60 milioni, dopo averlo acquistato per 12. Per il secondo ne sono stati rifiutati 55, a fronte dei 18 spesi per portarlo in Italia. Per il club, però, Baturina vale già molto di più: l’obiettivo è arrivare a 75 milioni.
Capitolo Champions. Se dovesse scegliere un’avversaria nessun dubbio: il Real Madrid, per vedere i Blancos giocare sulle rive del lago. E perchè no? Andare a sfidare anche i rivali del Barcellona.
Poi c’è il fairplay finanziario. Suwarso confessa che ancora prima che sia la Uefa a ricordarglielo, c’è già la famiglia Hartono a rammentargli ogni giorno di spendere con criterio. Quindi il progetto crescerà ma senza follie.
E infine l’interesse per Chalobah, conteso con l’Inter. Suwarso ha confessato di aver chiamato direttamente Beppe Marotta: “Se lo volete voi, ci facciamo da parte. Ma in cambio datemi uno dei vostri”. Una telefonata tra presidenti, apparsa come una collaborazione apprezzata dal numero uno nerazzurro. Perché anche il mercato può giocarsi all’insegna del fair play.



