Cantiere della Variante della Tremezzina, Legambiente contro l’ipotesi di riversare i materiali nel lago

Variante della Tremezzina, il Circolo “Angelo Vassallo” di Legambiente Como si scaglia contro l’ipotesi di riversare nel lago i materiali di scavo, che richiama un progetto realizzato in Svizzera. “Quel precedente viene raccontato solo a metà. – spiegano dal Circolo – Nel Lago di Uri, il materiale proveniente dagli scavi del nuovo tunnel del Gottardo era destinato a un intervento di rinaturalizzazione del delta della Reuss, con l’obiettivo di ripristinare habitat naturali e favorire la biodiversità, non certo di creare nuove aree edificabili. L’esperimento svizzero è però stato sospeso dopo la conferma della presenza di elevate concentrazioni di arsenico nelle rocce in parte già depositate sul fondale. Si è quindi dovuto ricoprire il tutto con materiali inerti per evitare possibili rilasci di arsenico”.
Dopo l’esempio della Svizzera, Legambiente torna al cantiere della Tremezzina. “Anche qui – ricordano – sono stati riscontrati arsenico, idrocarburi pesanti e altri contaminanti nei materiali di scavo. Non sappiamo in quali concentrazioni né quali possano essere gli effetti sull’ecosistema del lago e sulla salute pubblica. Proprio per questo servono analisi rigorose e valutazioni indipendenti, non decisioni dettate dall’urgenza di chiudere il cantiere”.
Durante l’ultimo Tavolo cabina di regia a Menaggio, era stata ventilata anche l’ipotesi di utilizzare il materiale di scavo per realizzare nuovi parcheggi.
“Sarebbe l’ennesima sottrazione di naturalità e paesaggio a favore di nuovo cemento. – attaccano da Legambiente – La tutela del lago non può essere subordinata alle esigenze del cronoprogramma dell’opera. Se i materiali siano compatibili con l’ambiente lacustre devono stabilirlo ARPA e gli organismi tecnico-scientifici competenti, non la politica. Accelerare i lavori è un obiettivo condivisibile. – concludono – Farlo abbassando le garanzie ambientali è inammissibile. Il nostro lago è un patrimonio naturale e paesaggistico unico: merita scelte motivate, fondate su dati scientifici e orientate all’interesse collettivo”.