Stadio: posato il manto ibrido, lavori senza sosta. 295 seggiolini retrattili in più in curva

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Due cantieri aperti. Uno ha ripreso oggi i lavori a Mozzate, l’altro non si è mai fermato dal fischio finale della stagione 2025/2026. Al Sinigaglia la tabella di marcia non ammette ritardi e bisogna correre più veloci di un’ala sulla fascia, per questo si lavora giorno e notte.

Non sarà ancora lo stadio dei sogni raccontato nei giorni scorsi dal presidente del Como, Mirwan Suwarso, ma sarà comunque un piccolo gioiello affacciato sul lago, pronto ad accogliere i tifosi dopo le prime tre giornate in trasferta. Ma un assaggio arriverà già il 28 luglio con la Como Cup.

La novità già evidente è il campo. Al posto del vecchio prato, fa bella mostra di sé il manto ibrido di ultima generazione: una base di erba sintetica sulla quale cresce quella naturale. Allargate anche la dimensione di due metri e mezzo. Per far spazio al nuovo terreno di gioco, panchine e tunnel sono stati arretrati.

E a crescere è anche la capienza. I posti a sedere passano da 12.064 a 12.379 grazie all’ampliamento della curva, che dice addio ai tubolari per lasciare spazio al cemento armato. I posti salgono da 3.960 a 4.255: 295 seggiolini in più, che in curva saranno retrattili.

Resta però una domanda che incuriosisce i tifosi: cosa comparirà al posto dello storico “1907”? Rimarrà o sarà sostituito? Un piccolo mistero destinato ad accompagnare l’attesa per una stagione che, ancora prima di cominciare, si annuncia carica di entusiasmo.