Elezioni Como 2027, Lega in piazza per le primarie. “Nome dopo l’estate, Vannacci? Non ci preoccupa”

Tempo di primarie, la Lega tira dritto per la sua strada e scende in piazza per individuare con i cittadini il candidato sindaco in vista delle elezioni amministrative a Como. Al voto manca meno di un anno e la sfida ad Alessandro Rapinese, che ha già confermato che sarà ancora della partita, è più aperta che mai. Le due principali coalizioni, centrodestra e centrosinistra, non hanno ancora annunciato i nomi. Ma il centrodestra, non più tardi di due settimane fa, aveva messo un punto fermo: sarà un politico. Come ha ricordato il segretario Matteo Salvini di politici il Carroccio comasco ne esprime a tutti i livelli (dagli enti locali al governo) e alcuni esponenti oggi e domani mattina hanno scelto di essere ai gazebo per ascoltare proposte e priorità. Tra loro Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, Nicola Molteni, sottosegretario al Ministero dell’Interno, Alessandro Fermi, assessore Università, Ricerca e Innovazione di Regione Lombardia, Elena Negretti, capogruppo della Lega in consiglio comunale Como e commissario cittadino nonchè ex assessore della giunta guidata da Mario Landriscina. Tutti hanno precisato: “Si tratta di un momento di partecipazione aperto ai cittadini chiamati a contribuire all’individuazione della figura che guiderà il progetto della Lega per il futuro della città”. E ancora è stato sottolineato: “Da qui uscirà il nome che poi sarà discusso con l’intera coalizione”. L’obiettivo è arrivare al candidato dopo l’estate.

Inevitabile una riflessione su Futuro Nazionale, partito fondato dall’ex leghista Roberto Vannacci, che negli ultimi sondaggi supera il Carroccio. “Non ci preoccupa” ha sottolineato il ministro Locatelli.

Negli stessi gazebo ha preso il via anche la raccolta firme per Mario Roggero, il gioielliere della provincia di Cuneo condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori dopo il colpo all’interno della sua attività. La Lega chiede la grazia e ha avviato una raccolta fondi ma sta lavorando anche su altri fronti: presentato un disegno di legge per l’abolizione del risarcimento del danno a carico di chi viene condannato per eccesso di legittima difesa.