Il bilancio dell’industria comasca: domanda ed export in crescita, ma aumentano i costi

Cresce la domanda, l’export tiene e migliora il tessile, che è il cuore dell’economia comasca, nonostante i costi dell’energia e delle materie prime siano in aumento. È il bilancio di metà anno tracciato da Confindustria Como. In particolare, nel corso dei primi sei mesi del 2026, le aziende del territorio mostrano un quadro complessivamente orientato al rafforzamento dell’attività economica. Dati in miglioramento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e anche rispetto agli ultimi sei mesi del 2025. È quanto emerso dall’Osservatorio congiunturale dei Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Confindustria Como.

Più nel dettaglio, domanda, produzione e fatturato registrano incrementi medi rispettivamente pari al +2,3% nel confronto tendenziale, che sale al 4% in più a livello congiunturale. Le previsioni, tuttavia, restano all’insegna della prudenza: pur mantenendosi positive, le aspettative indicano variazioni contenute (in media pari al +0,7%), segnale di una cautela riguardo l’evoluzione dello scenario economico.

La capacità produttiva si attesta al 66,7%, in calo di tre punti percentuale rispetto ai sei mesi precedenti. Numeri positivi anche sul fronte occupazionale. Nello specifico, emerge un impiego superiore per le realtà di medie dimensioni (73,6%) rispetto a quelle più piccole (dove il dato si ferma al 59%). In generale, tra gennaio e giugno quasi un’impresa su tre ha comunicato un incremento degli organici. Spazio poi all’attività realizzata: in questo caso, si registra un tasso medio di utilizzo del 73,2% per le realtà metalmeccaniche, del 73,6% per le tessili mentre del 59,4% per gli altri settori. Si conferma la rilevante apertura internazionale delle imprese comasche, con oltre due quinti delle vendite generate grazie all’export, pari al 42,3%. Il mercato dell’Europa Occidentale resta il principale punto di riferimento. Il mercato interno garantisce invece il 57,7% del fatturato. Spazio anche all’andamento delle vendite nel trimestre aprile-giugno 2026: stabile il mercato interno, mentre quasi un’impresa su due segnala un aumento delle vendite oltre confine. Accanto ai segnali di rafforzamento dell’economia comasca, il semestre risulta anche caratterizzato da un peggioramento delle condizioni di approvvigionamento delle materie prime. Le imprese confermano però un’intensa attività di investimento. Le tensioni geopolitiche internazionali, tuttavia, continuano a pesare sulle aziende del territorio.

Il sistema imprenditoriale comasco “continua a dimostrare solidità e capacità di adattamento, investendo e innovando anche in una fase caratterizzata da forte incertezza. La crescita della domanda, la buona tenuta dell’export e il dato occupazionale confermano la resilienza delle imprese, ma restano significative le pressioni sui costi”. A dirlo è Gianluca Brenna, presidente di Confindustria Como. “Un’attenzione particolare va al comparto tessile: la ripresa degli ordini dimostra la capacità delle aziende di presidiare i mercati, ma il rallentamento di produzione e fatturato evidenzia una redditività ancora sotto pressione. In un settore fortemente internazionale, le tensioni geopolitiche, i grandi cambiamenti nelle scelte dei consumi, in particolare sul mercato cinese, e l’incertezza degli scenari globali continuano a rappresentare una sfida rilevante – sottolinea il presidente Brenna – La risposta delle imprese è ancora una volta affidata alla capacità di trasformarsi. Come Confindustria Como – assicura – siamo impegnati a fare la nostra parte, mettendo a disposizione strumenti e servizi che aiutino le aziende ad affrontare sfide sempre più complesse”.