Il 10 agosto del 2001 è mancato il comasco Gianfranco Miglio, giurista, politologo, accademico e politico italiano, nato in città l’11 gennaio 1918. E oggi, 25 anni dopo, sono molti gli esponenti di vertice della Lega comasca che lo hanno ricordato e gli hanno reso omaggio.
Per il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, Miglio è stato un “illustre comasco, grande giurista e politologo di straordinario spessore, che con i suoi scritti rappresenta ancora oggi un faro per le istanze di libertà e autodeterminazione dei popoli”. Molteni lo definisce “padre contemporaneo dell’autonomia e del federalismo“. Miglio, aggiunge il sottosegretario all’Interno, “ha portato nel dibattito politico nazionale una visione che negli anni Novanta ha ispirato fortemente la Lega e la sua battaglia per il federalismo”. E ancora: “Oggi l’autonomia è finalmente diventata una realtà concreta e un tema centrale per il futuro del Paese, e le idee di Miglio – conclude Molteni – continuano con tutta la loro forza a orientare il nostro percorso politico e a vivere nelle nostre coscienze e nelle nostre comunità”.
Lo ricorda anche il ministro per le Disabilità, la comasca Alessandra Locatelli. “Gianfranco Miglio per me, e per tutti noi, non è stato solo un insegnante, il professore, ma una straordinaria fonte di idee e di ispirazione“, scrive il ministro. “Grazie a lui – aggiunge – abbiamo creduto sempre di più nel progetto politico della Lega e abbiamo saputo strutturalo e innovarlo. L’autonomia, il federalismo e il valore di ogni territorio – sottolinea Locatelli – sono la base della crescita di una nazione libera e forte”.
A Miglio ha dedicato una riflessione anche il deputato erbese della Lega, Eugenio Zoffili, che lo ricorda “con grande affetto”. “Da lui – dice Zoffili – ho imparato una lezione che ancora oggi cerco di mettere in pratica: quando si torna da Roma bisogna stare tra la propria gente, ascoltare le esigenze dei territori per poi portarle nei Palazzi dove si decide e si fanno le leggi. Da deputato comasco sono orgoglioso di aver conosciuto personalmente Gianfranco Miglio, di aver avuto l’opportunità di parlare con lui e, oggi, di poter dare il mio contributo in Parlamento alla realizzazione del suo grande sogno federalista attraverso l’Autonomia”.
Non mancano da parte di Zoffili i ricordi più personali: “La mia prima tessera della Lega la feci proprio in occasione di un comizio di Umberto Bossi al Setificio di Como, nel 1993, al quale intervenne anche lui. Ero un tredicenne ed ero lì con i miei genitori, ma a un certo punto mi ero allontanato di nascosto da loro per raggiungere il banchetto della Lega”. E ancora: “Ricordo anche quando, il sabato, lo si incontrava a piedi con la moglie Mimì per le vie del centro di Como: si fermava volentieri a parlare con i comaschi e ad ascoltarli”.


