(ANSA) – ROMA, 8 SET – La stampa tunisina è "in stato d’emergenza" e l’ultimo episodio del fermo del giornalista Mohamed Yousfi non rappresenta un caso isolato, ma riflette una situazione più generale di pressione sull’intera professione. È l’allarme lanciato dal presidente del Sindacato nazionale dei giornalisti tunisini (Snjt), Zied Dabbar, durante una conferenza stampa organizzata a Tunisi sul caso del direttore del sito investigativo Al Qatiba, di cui ha dato conto la radio locale Diwan Fm. Secondo Dabbar, i giornalisti tunisini sono ormai costretti a lavorare "in modalità di lotta e resistenza", sottoposti a pressioni giudiziarie, professionali ed economiche. Il presidente del Snjt ha sostenuto che ogni operatore dell’informazione rischia di diventare un "potenziale detenuto" e che i professionisti del settore si trovano davanti a tre possibilità: rinunciare a esprimersi liberamente, criticare il potere rischiando il carcere oppure lasciare il Paese. Dabbar ha respinto l’idea di una stampa ridotta alle relazioni pubbliche o alla propaganda, incaricata di sostenere che "tutto è sotto controllo" e che "tutto va bene". Il compito del giornalista, ha ricordato, è invece quello di occuparsi delle preoccupazioni dei cittadini, porre domande e indagare sui temi di interesse pubblico, anche quando risultano scomodi. Il rischio, ha avvertito, è che i cittadini non trovino più fonti attendibili e restino esposti soltanto a pagine di propaganda e contenuti non verificati. Nonostante le pressioni, ha assicurato, la stampa tunisina continuerà a difendere la propria indipendenza. Nel corso della conferenza stampa, l’avvocata Hela Ben Salem, componente del collegio di difesa di Yousfi, ha affermato che il fascicolo sarebbe basato principalmente su "supposizioni e deduzioni", anche a partire da contenuti pubblicati sui social. Secondo la legale, non vi sarebbero elementi materiali relativi a flussi finanziari anomali, proprietà immobiliari sospette o altri documenti capaci di sostenere le accuse. La difesa ha quindi chiesto la liberazione del giornalista, richiamando il rispetto della presunzione di innocenza. Yousfi era stato fermato il 4 settembre davanti alla sede della radio Express FM, dove avrebbe dovuto partecipare a una trasmissione dedicata alla politica idrica tunisina. Trasferito alla brigata centrale della Guardia nazionale competente per i reati finanziari complessi, è indagato per sospetto arricchimento illecito e riciclaggio di denaro. Il fermo è stato successivamente prorogato di 48 ore. (ANSA)
Tunisia, per sindacato giornalisti ‘stampa in stato d’emergenza’




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