La relazione tecnica dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia è stata redatta. La scadenza era fissata per domani ma, da quanto si apprende, il documento è pronto ed è già stato inviato. Ora si attende il pronunciamento del giudice amministrativo, l’udienza è già fissata per il 15 settembre.
Un’attesa snervante per gli alunni della scuola primaria “Corridoni” di Como. Alunni che, a meno di una settimana dal ritorno sui banchi, sanno che i primi due giorni dell’anno si ritroveranno nelle loro aule di via Sinigaglia poi, dopo il responso del Consiglio di Stato, capiranno se dovranno spostarsi alla “Venini” in via Fiume o se potranno rimanere nelle loro classi.
Il Comune, è noto, è deciso a chiudere l’immobile per poter poi realizzare un autosilo. E il plesso di via Fiume, a fine agosto, è stato individuato come prima alternativa, perché potrebbe accogliere tutti gli studenti. E proprio su questo plesso i giudici hanno chiesto entro il 9 settembre la relazione sull’effettivo stato di manutenzione e sicurezza con tutte le garanzie necessarie anche sotto il profilo didattico.
Bocche cucite e poche informazioni trapelano alla vigilia della scadenza. Quel che emerge è che l’ufficio scolastico regionale, per quanto di competenza e per quanto richiesto, si è pronunciato.
Lo stesso ufficio che, soltanto poche settimane fa, parlando degli spazi della “Venini” aveva espresso “criticità” tali da richiedere “una urgente verifica delle condizioni di sicurezza e idoneità dei locali”. Alla luce di queste precedenti osservazioni i genitori sperano che il trasferimento, per ora solamente sospeso, venga bloccato. Dal canto suo il sindaco, Alessandro Rapinese sui social aveva detto: “se gli alunni della ‘Corridoni’ non possono essere spostati in via Fiume per questioni di sicurezza, per coerenza dovremmo immediatamente chiudere anche il 90% delle scuole italiane”.
Il muro contro muro va avanti da mesi, al verdetto manca una settimana esatta non resta, dunque, che attendere.


