Otto mesi alle elezioni di Como 2027.
Le prossime settimane saranno decisive per la definizione dei candidati sindaci. Alessandro Rapinese, ovviamente, proverà il bis. E Luigi Bottone, uscito da Forza Italia, si è autoproclamato candidato sindaco e ha iniziato un battage sui social.
Centrodestra e centrosinistra sono invece alle prese con problemi molto diversi. Per il centrosinistra, la questione è trovare il nome, la figura giusta. Ma è chiaro che nella coalizione il Pd decide in sostanziale autonomia, allargando poi il perimetro a chi vorrà condividere progetto e candidato. Una delle ipotesi più accreditate è quella di Giuseppe Cosenza, architetto, già dirigente comunale e provinciale. Un tecnico. Con tutti i limiti e i vantaggi che questo può significare.
Nel centrodestra invece la situazione appare più complessa, a causa degli equilibri tra i partiti che compongono la coalizione. Da mesi si sussurra il nome dell’assessore regionale Alessandro Fermi, quota Lega. Ma Fratelli d’Italia e Forza Italia non lasceranno alla Lega Como senza chiedere in cambio, ad esempio, Cantù (dove si voterà nel ’29). E la Lega – come pare sia stato appena ribadito – non ha alcuna intenzione di mollare il feudo di Cantù.
Quindi, Lega no. E se a indicare il candidato sindaco fosse Fratelli d’Italia? Avrebbe senso. Il partito di Giorgia Meloni è il più forte a Como, stando alle europee ’24. Prende quindi quota la candidatura di Stefano Molinari, presidente provinciale di Fratelli d’Italia e già assessore a Como. Sul quale, però, parte di Forza Italia non sarebbe convinta. A proposito di Forza Italia: all’interno del partito più moderato della coalizione è circolato, nelle ultime ore, il nome di un altro possibile o ipotetico candidato. Anzi, candidata: Livia Cioffi, sindaco di Veleso, già assessore della giunta Landriscina.
Il nome di Cioffi porta poi ad aprire il capitolo femminile. Donne che, a vario titolo, puntano a Palazzo Cernezzi. A partire dall’ex vicesindaco dalla giunta Landriscina, Elena Negretti, oggi segretario della Lega a Como. Lega che – per i motivi già citati – difficilmente esprimerà il candidato sindaco a Como, ma potrebbe riservare una posizione di rilievo a Negretti in caso di vittoria del centrodestra.
Poi c’è un nome che pochi ancora spendono e che molti faticano a collocare politicamente, ma che potrebbe davvero sparigliare le carte e creare a Como “l’effetto Salis” di Genova. E’ Teresa Minniti, vicepresidente dell’associazione Nova Como. Avvocato, una delle oppositrici più tenaci di Rapinese, sostanzialmente civica, moderata.
A proposito di avvocati, va ricordato che sul tavolo del centrodestra c’è anche e ancora il nome del presidente dell’Automobile Club Enrico Gelpi. L’estrazione di Gelpi, più civica che militante, potrebbe essere la sua arma. In caso di ballottaggio contro Rapinese questa sua anima civica e moderata potrebbe intercettare anche voti, se non a sinistra, a centrosinistra.
Tutti questi ragionamenti escludono l’effetto Vannacci. Futuro Nazionale è accreditato di una percentuale vicina all’8%. E vuole presentarsi anche alle amministrative di Como. Tanto dipenderà da chi il generale sceglierà come candidato sindaco, ma non sarà una variabile da trascurare.
Risiko Como 2027: due ipotesi al femminile, nuovi veti e feudi da difendere



