Bici a mano nel centro storico di Como, da sabato la protesta di cittadini e forze politiche in piazza Perretta. L’appuntamento è per le 11, quando il corteo chiederà il ritiro della delibera approvata dal Comune il mese scorso, la quale impone di condurre a mano le due ruote in circa 30 vie e piazze della città murata, tra cui via Luini e via Vittorio Emanuele. Una misura che ha acceso il dibattito cittadino fin dai primi giorni di applicazione.
Il provvedimento, numero 178, ha ampliato le aree pedonali del centro e ha esteso l’obbligo di condurre a mano bici e monopattini anche a piazza San Fedele e via Cesare Cantù, gli assi più frequentati sia dai residenti che dai turisti. Una scelta che il Partito Democratico di Como giudica “maldestramente pensata e costruita”, dunque prende parte al corteo assieme a cittadini e associazioni. Il partito, in un documento parallelo, propone controlli sulla potenza delle e-bike irregolari e nuovi investimenti su piste ciclabili e stazioni di ricarica, prima di pensare a regole più stringenti, un’alternativa che, per i promotori, punterebbe a garantire più sicurezza senza penalizzare chi già rispetta le regole della strada. Al fianco del Pd si schiera anche Nova Como, il gruppo che raccoglie tra gli altri Fiab e Legambiente, oltre a Forza Italia e Azione.
Il corteo, dunque, attraverserà le vie del centro storico tra via Cinque Giornate, via Tatti e via Bernardino Luini. Alcuni tratti si percorreranno in sella, altri invece a piedi, la bicicletta condotta a mano, proprio come prevede il nuovo regolamento, fino all’arrivo davanti al Comune di Como. Gli organizzatori, in una nota, parlano di “una battaglia di buonsenso che riguarda l’intera città” e invitano tutta la cittadinanza a partecipare, dai singoli cittadini alle famiglie, fino alle associazioni sportive e ambientaliste del territorio.
La vicenda, del resto, ha superato i confini locali e è finita sulle pagine della stampa nazionale ed estera, portando il caso oltre i confini della provincia. Secondo quanto sostenuto dal gruppo Nova Como, il provvedimento sarebbe legato anche a un episodio personale che avrebbe coinvolto il sindaco Alessandro Rapinese con una e-bike, una ricostruzione su cui il Comune, per ora, non si è espresso. Le critiche al provvedimento restano dunque senza una risposta ufficiale da parte di Palazzo Cernezzi. La mobilitazione di sabato sarà intanto il primo vero banco di prova per il fronte che ne chiede il ritiro.


