“Che il pontile a Villa Margherita fosse pericoloso lo poteva capire anche un bambino. Como, al pari di ogni città che ha la fortuna di avere un affaccio diretto sull’acqua, dovrebbe moltiplicare i pontili a lago, non relegarli in posti inaccessibili e pericolosi. Ampliare l’offerta e migliorare i servizi, non creare ostacoli e barriere”.
Con un post sui social il consigliere regionale e segretario provinciale di Forza Italia Sergio Gaddi va all’attacco del Comune di Como sullo spostamento del pontile per taxi boat e imbarcazioni private da Sant’Agostino a viale Geno. Dall’apertura del nuovo molo, il primo settembre scorso, sono state molteplici le segnalazioni di criticità e problemi e ieri è stata convocata una riunione in prefettura sulla sicurezza. Disposte regole più stringenti, da un massimo di sei persone sul pontile alla chiusura in caso di vento fino all’obbligo di garantire la presenza di due operatori per le operazioni di imbarco e sbarco dei passeggeri.
“Bene che intervenga il prefetto – commenta Sergio Gaddi – ma male che alla riunione non ci fossero gli operatori. È come fare un consulto medico senza il paziente. Al quale poi si trasmettono graziosamente i desiderata di lor signori. Dotti, medici e sapienti che comunicano al malato (elegantemente) la sua prossima dipartita”.
“Che al porticciolo di Sant’Agostino la situazione fosse diventata complicata lo capiva (ancora) anche un bambino – dice ancora l’esponente di Forza Italia – Ma per controllare 4 abusivi non si possono cancellare 100 imprese regolari che chiedono solo di poter lavorare seriamente. E che offrono un servizio essenziale nonostante le drammatiche lacune del Comune, incapace anche di realizzare una toilette pubblica decente. Strappare rabbiosamente un pontile dal lago in uno dei suoi scorci più affascinanti e imporlo alla guardia di finanza (che ha già i suoi ormeggi) non è una soluzione. È una toppa vendicativa che non risolve nulla, ma aggrava solo il problema. A meno che non si voglia negare che vedere il lago dal lago sia l’esperienza più bella che un turista (ma anche un cittadino normale) possa fare”.
Quindi, la stoccata finale: “A meno che non si voglia garantire questa esperienza solo ai super ricchi che pagano migliaia di euro per un “pacchetto experience” super lusso e super stiloso. Eventualmente offerto da un grande operatore internazionale, che gestirà il servizio in esclusiva e che, ipotizziamo, casomai si chiamerà Uber Nautica. Per pochissimi fortunati, ma sulle spalle di tutta la città. Che, un pezzo alla volta, si vende”.


