(ANSA) – VENEZIA, 12 SET – "L’attenzione internazionale è l’unica assicurazione sulla vita, il silenzio è l’arma del regime". Un anno fa, dal Chiostro del Museo M9 di Mestre, il Festival della Politica chiedeva a gran voce la liberazione di Alberto Trentini. Oggi il cooperante è tornato, da uomo libero, a ringraziare la "scorta mediatica" che nei quasi 14 mesi di detenzione in Venezuela non l’ha mai abbandonato. E ha parlato di chi, da quelle carceri, non è ancora uscito. Con lui, sul palco il direttore del Festival Nicola Pellicani e Beppe Giulietti dell’associazione Articolo 21: "Dopo la caduta di Maduro i detenuti sono ancora 328, vittime di sparizione forzata, rapimento o pedine di scambio per il governo", ha sottolineato il cooperante, originario del Lido di Venezia. L’operatore umanitario, vent’anni di esperienza nei cinque continenti, ha ricostruito la "macchina repressiva" del regime. Il sequestro, da parte del Sebin (Servizio bolivariano di intelligenza militare) o della Dgcim (Direzione generale di controspionaggio), che compiono arresti mai valutati dalle autorità entro i tempi prestabiliti: "La normativa prevede 62 ore, nel mio caso sono passati tre mesi", ha ricordato Trentini. E poi la mancanza dell’habeas corpus, l’isolamento e l’annullamento della persona ("Non sono ammessi avvocati privati, i processi sono una farsa"), le condanne a 30 anni per presunta cospirazione, terrorismo, tradimento della patria. Le celle al Rodeo I sono di due metri per quattro, invase da scarafaggi, l’acqua sgorga da un rubinetto posto sopra una latrina. "Le persone sono impegnate a sopravvivere senza sparire", ha detto Trentini. Dopo la liberazione, racconta il cooperante, "ho voluto cercare di tornare alla mia vita, a una nuova normalità. Ho avuto modo di riflettere sull’esperienza passata, sto scrivendo un libro e questo mi tiene abbastanza impegnato. Sono stati mesi abbastanza utile per riprendere il controllo della situazione". In futuro, Trentini vuole tornare a fare il cooperante: "È un lavoro bellissimo, a cui non intendo rinunciare. Sto solo prendendomi una pausa". (ANSA).
Appello di Trentini per il Venezuela, ‘il silenzio è l’arma del regime’




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