Contro il piano di razionalizzazione delle scuole, il presidio con i fischietti organizzato da Nova Como

“Chiudere. Riaprire. Non investire. Richiudere”: secondo gli esponenti di Nova Como, Teresa Minniti e Vincenzo Falanga, rispettivamente vice presidente e presidente, questa è la sequenza che racconta meglio di qualsiasi dichiarazione il modo in cui l’amministrazione sta affrontando la gestione delle scuole a Como. Il piano di riorganizzazione della rete scolastica del Comune per l’anno 2027/2028, datato 31 agosto 2026, prevede il passaggio dagli attuali 8 a 5 Istituti comprensivi. “Interviene ancora una volta su scuole e comunità che negli ultimi anni sono state sottoposte a chiusure, trasferimenti, rinvii e continui cambi di programma”, sottolineano Minniti e Falanga, che citano le vicende della scuola dell’Infanzia Carluccio di via Volta, dell’Infanzia di Monte Olimpino, di quelle di Salita Cappuccini, di piazzale Giotto e via Varesina, della primaria Corridoni di via Sinigaglia, della Nazario Sauro di via Perti e della media Parini.

“Il nuovo piano viene presentato come una razionalizzazione necessaria a fronte del calo demografico – spiegano da Nova Como – Il fenomeno esiste. Ma non è un alibi per nascondere l’incapacità di programmare, e non può giustificare chiusure decise a intermittenza, spostamenti improvvisati, cantieri mai aperti e un’amministrazione che scopre i problemi solo quando è un giudice a farglieli notare. Bisogna chiedersi anche perché una città perda iscrizioni nelle proprie scuole pubbliche. Quanto pesa l’assenza di servizi di prossimità, parcheggi, mobilità e servizi per l’infanzia sulle scelte delle famiglie?”. Gli esponenti di Nova Como chiedono se alla diminuzione delle iscrizioni nella scuola pubblica sia corrisposto un aumento di quelle nelle scuole private e paritarie. “E chiediamo di capire – continuano – quanto abbiano inciso sulla scelta delle famiglie anni di annunci di chiusura, trasferimenti, incertezza sul futuro dei plessi. Una riorganizzazione seria richiede programmazione, tempi certi, spazi adeguati e, soprattutto, confronto con chi quelle scuole le vive. A Como si è visto l’opposto: chiusure annunciate e poi bocciate dai giudici, lavori mai partiti, sedi cambiate all’ultimo momento, aule sgomberate in un sabato, famiglie lasciate nel limbo a pochi giorni dal suono della campanella”.

Per questo Nova Como organizza un presidio davanti a Palazzo Cernezzi lunedì 28 settembre alle 19. “Porteremo i fischietti: – dicono – il suono della scuola e, insieme, lo strumento dell’arbitro che ferma il gioco quando le regole vengono violate. In questa vicenda – concludono – ne sono state violate troppe”.