(ANSA) – PERUGIA, 27 SET – "Meredith, era intelligente, era brava. Si prendeva cura di me perché io ero più ingenua e disinibita": Amanda Knox ha ripercorso la sua storia e quella dell’omicidio della studentessa inglese compiuto a Perugia nel novembre del 2007 in una lunga intervista a Verissimo, su Canale 5. Rivelando tra l’altro di essere tornata dove si trova la casa del delitto. "Per dire addio a quella vita che Meredith e io avevamo insieme" ha spiegato. "Lei era la persona di più buon senso" ha ribadito della allora sua coinquilina. Knox ha ricordato tra l’altro che l’unico condannato per l’omicidio è Rudy Guede, che ha terminato di scontare la detenzione che gli è stata inflitta. "E’ un delitto di un uomo – ha sottolineato – che ha commesso un femminicidio ma è una donna che si ricorda quando parliamo al delitto (riferendosi a sé stessa – ndr)". La giovane di Seattle ha ripercorso passo passo la vicenda. "Sei stata a Perugia, anche di recente, anche a vedere la casa. Perché ci torni?", le ha chiesto Silvia Toffanin. "Sono tornata per incontrare il pubblico ministero Giuliano Mignini – ha risposto Knox – e un pò come passaggio di lutto. Perché sono stata strappata dalla mia vita e volevo tornare per onorare il passato e quella vita che abbiamo vissuto". Knox ha detto di voler ricordare Meredith Kercher "per le cose semplici, quotidiane". "Come i momenti – ha aggiunto – nei quali si metteva sdraiata sul terrazzino per leggere un romanzo giallo mentre io suonavo la chitarra vicino a lei. Voglio ricordare quelle cose. Però attaccato al ricordo di lei c’è quello di tutta la sofferenza che ho provato dopo. Sto provando a riscoprire la memoria di quella ragazza di 21 anni che mi stava vicina nel momento in cui io ero una ragazzina con tutto il mondo e il futuro davanti. Una ragazza che non sono più". Ha parlato di Patrick Lumumba che lei accusò del delitto al quale si è però rivelato estraneo e quindi prosciolto (passò comunque 14 giorni in carcere). Per questo Knox è stata definitivamente condannata per calunnia. "Gli ho chiesto scusa ma per lui non basta – ha aggiunto – perché ritiene che è colpa mia quello che è successo". Knox e l’allora fidanzato Raffaele Sollecito sono stati definitivamente assolti per l’accusa di omicidio per il quale si sono sempre proclamati estranei. (ANSA).
Amanda Knox rivela, tornata alla casa del delitto per dire addio a quella vita




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