Vestire la libertà: al Museo della Seta tre incontri sull’emancipazione femminile

Barbara Pozzo
Barbara Pozzo

Tre capi di abbigliamento, tre tappe della storia dell’emancipazione femminile. Torna al Museo della Seta di Como il ciclo dei “Martedì della moda”, giunto alla terza edizione, con il titolo “Vestire la libertà. Moda, diritto e emancipazione femminile”.
L’iniziativa, aperta al pubblico, è promossa dal Museo della Seta in collaborazione con l’Università dell’Insubria, la Cattedra Unesco sui diritti delle donne e la Città Creativa Unesco. Protagonista degli incontri sarà Barbara Pozzo, ordinaria di Diritto privato comparato all’Università dell’Insubria, titolare della Cattedra Unesco “Gender Equality and Women’s Rights in the Multicultural Society” e Accademica dei Lincei.

Dopo le prime due edizioni dedicate alle grandi protagoniste della moda, quest’anno il percorso cambia prospettiva e parte dagli abiti per leggere la società. Pantaloni, minigonna e bikini diventano così lenti per indagare il rapporto tra moda, libertà, diritti e stereotipi, e per mostrare come una scelta di abbigliamento possa raccontare conquiste, conflitti e trasformazioni verso una società più equa.

Gli incontri si tengono al Museo della Seta, in via Castelnuovo 9 a Como, dalle 18.45 alle 19.45, con spazio finale per le domande del pubblico. Si parte martedì 20 ottobre con “Donne in pantaloni. Moda, diritto e uguaglianza”, si prosegue martedì 3 novembre con “La rivoluzione sopra il ginocchio: la minigonna tra emancipazione e stereotipi”, un focus su un indumento che ha segnato profondamente l’immaginario collettivo, per chiudere martedì 1° dicembre con “Il bikini e il corpo delle donne. Libertà, morale e diritto”, un’occasione per approfondire il rapporto tra autodeterminazione, convenzioni sociali e rappresentazione del corpo femminile.