Dopo la bocciatura, da parte dell’amministrazione comunale, alla mozione che richiedeva di intitolare un luogo pubblico di Ponte Chiasso ai “Tre Angeli del Bene” Giuseppina Panzica e a due finanzieri, Gavino Tolis e Paolo Boetti, che hanno aiutato a far varcare il confine a tanti ebrei e perseguitati politici (la cui raccolta firma era stata sottoscritta da 150 persone, tra loro anche il vicesindaco Nicoletta Roperto) intervengono le figlie del Maresciallo Boetti, Maria Grazia e Annamaria, che scrivono al sindaco, Alessandro Rapinese.
“Siamo molto dispiaciute poiché dalla città di Como, dove si consumò l’eroismo di nostro padre nonché quello di Giuseppina Panzica e di Gavino Tolis, trucidato a Mauthausen, ci saremmo aspettate maggior riconoscimento”. “Ci rammarichiamo che questa vicenda abbia assunto una connotazione politica – sottolineano -. In realtà le vicende che li hanno visti coinvolti sono completamente avulse dal contesto politico, nell’accezione in cui viene espressa. Si tratta di persone che, nonostante gli obblighi imposti dalle leggi all’epoca fecero prevalere su tutti i più alti valori dell’altruismo e della solidarietà pagandone il duro prezzo”.



