VIDEO Forno crematorio, oltre il dolore, la beffa: “350 euro per l’addio a mia madre, il Comune rimborsi”

LA STORIA COMPLETA NEL SERVIZIO

Prima funzionava a singhiozzo. Tante volte è stato riparato, quante volte si è rotto. Poi, dal 4 giugno scorso il forno crematorio del cimitero maggiore di Como, l’unico in tutta la provincia, è stato definitivamente spento. “L’impianto è tecnologicamente superato e va sostituito”, dicono dal Comune, nonostante il forno non sia certo del secolo scorso. Ma tant’è. L’amministrazione ha avviato una procedura di project financing – una forma di partenariato tra pubblico e privato – per finanziare i due milioni di euro necessari a cambiare il forno e migliorare i servizi connessi. Difficile, però, che qualcosa si muova prima del 2017. Intanto è prevista una nuova riparazione ma non prima di tre mesi.
Nel frattempo, i comaschi devono girare mezza Lombardia per poter cremare i propri cari. Spendendo cifre importanti e affrontando disagi che, in un momento di lutto, risultano difficili da digerire.
E’ il calvario vissuto da Miriana Ronchetti, che ha perso la mamma due settimane fa: per la cremazione è dovuta andare a Varese. E oggi chiede che il comune – precisando “per giustizia e non per denaro” – le restituisca i 350 euro spesi per il servizio.

FORNO CREMATORIO: TUTTE LE TAPPE DELLA VICENDA

“Non è un servizio obbligatorio tanto che centinaia di comuni e molti capoluoghi non hanno il forno crematorio”, commenta l’assessore ai cimiteri, Marcello Iantorno. Quindi, aggiunge, “non c’è obbligo giuridico al rimborso. Ovviamente non è detto che la cosa sia impossibile”.
“Ho ricevuto alcune richieste in questo senso – evidenzia ancora – mi rendo conto della difficoltà e mi addolora il fatto che non riusciamo a svolgere servizio”.
Secondo le stime di Iantorno a fronte di una spesa di 350 euro – per far cremare i propri cari fuori provincia – l’aggravio sul cittadino comasco è di circa 200 euro. “Non voglio far cadere la richiesta: discuterò la cosa in giunta la settimana prossima e valuteremo cosa fare”, è la conclusione dell’assessore.

Commenti

Una risposta

  1. Avatar fausto tagliabue
    fausto tagliabue

    Sono cinque anni che l’assessore Iantorno ci pensa.

    Auguri per le primarie da sindaco

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