Referendum 8 e 9 giugno, quasi 470mila elettori in provincia di Como

Referendum dell’8 e 9 giugno, cinque quesiti, quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza. Oltre 7 milioni gli elettori in Lombardia, quasi 470mila soltanto nella provincia di Como (469.944). Tra loro, più di 239mila sono donne (239.473) contro i 230mila (230.471) uomini. Nella città capoluogo sono 61.779 gli elettori, di cui più di 29mila sono uomini (29.410) e oltre 32mila le donne (32.369).

Urne aperte domenica dalle 7.00 alle 23.00 e lunedì dalle 7.00 alle 15.00. Perché ogni referendum sia valido, sarà necessario raggiungere il quorum, cioè la partecipazione al voto di almeno il 50%+1 degli aventi diritto. Per votare è sufficiente avere con sé un documento di identità e la tessera elettorale. Le operazioni di scrutinio inizieranno subito dopo la chiusura delle operazioni di votazione (le 15 di lunedì 9 giugno, come detto).

Il voto per gli italiani all’estero

Soltanto per i referendum popolari abrogativi del 2025 sarà consentito agli elettori fuori sede per motivi di studio, lavoro o cure mediche, momentaneamente domiciliati in un comune situato in una provincia diversa da quella del comune di residenza, di votare presso il comune di domicilio temporaneo.

Gli elettori italiani fuori sede ammessi al voto ammontano complessivamente a 67.300, di cui più di 38mila voteranno fuori sede per motivi di studio, 28.430 per questioni lavorative e 770 per cure mediche.

Referendum 8 e 9 giugno, i quesiti

Il primo quesito – con scheda verde – riguarda l’abolizione del Contratto di lavoro a tutele crescenti del Jobs Act.

Primo quesito, scheda verde

Il secondo – scheda arancione – riguarda l’indennità in caso di licenziamento illegittimo dei dipendenti nelle piccole imprese.

Secondo quesito, scheda arancione

Terzo quesito, scheda grigia, riguarda le causali per i contratti a termine.

Terzo quesito, scheda grigia

Il quarto quesito referendario, con scheda rossa, è dedicato ad appalti e responsabilità solidale.

Quarto quesito, scheda rossa

Infine, il quinto quesito con scheda gialla riguarda la possibilità per i cittadini extracomunitari maggiorenni di chiedere la cittadinanza dopo cinque anni e non più dieci. È sufficiente barrare il “Sì” se si vuole eliminare la legge. Chi, invece, la vuole mantenere potrà optare per il “No”.

Quinto quesito, scheda gialla

In concomitanza, l’8 e il 9 giugno, in diversi comuni italiani con più di 15mila abitanti si svolgeranno i ballottaggi delle elezioni amministrative dopo il primo turno del 25 e 26 maggio scorsi.