“Un’altra estate senza Giardini a Lago: Rapinese mente sapendo di mentire”. È la nuova accusa mossa dall’associazione Nova Como all’amministrazione comunale.
“Un’altra estate senza Giardini a Lago”: nuove accuse dall’associazione Nova Como
“Ancora una volta il sindaco Rapinese sceglie la strada della mistificazione invece di assumersi la responsabilità politica di un fallimento sotto gli occhi di tutti”. Il riferimento è a quanto dichiarato dal primo cittadino comasco, che sugli ultimi ritardi del cantiere dei Giardini a Lago aveva interpellato la Soprintendenza. Se sui ciliegi di via XX Settembre aveva agito tempestivamente, per Rapinese non può dirsi lo stesso sul cantiere a due passi dal Tempio Voltiano. “La legge – spiegano dall’associazione Nova Como – concede 120 giorni per esprimersi sulla variante proposta dal Comune e la richiesta è stata presentata soltanto alla fine di febbraio“. Quindi c’è tempo per rispondere fino alla fine di giugno. “La Soprintendenza è pienamente nei termini previsti dalla normativa”, aggiungono. “Non esiste alcun ostruzionismo. Non esiste alcun complotto”, è la replica a quanto dichiarato nelle scorse settimane in diretta su Etv dal sindaco Rapinese.
E ancora: “È grave che, pur sapendolo, il sindaco continui da mesi ad alimentare sospetti e a evocare manovre politiche, provando a delegittimare un ente pubblico indipendente“. Resta il fatto che, per il momento, c’è una sola certezza: al di là delle responsabilità, il cantiere è in ritardo di due anni. “Due anni di promesse mancate, annunci smentiti e date continuamente rinviate – scrivono nella nota i vertici di Nova Como – E anche oggi, invece di chiedere scusa ai cittadini per l’ennesimo termine non rispettato, il sindaco preferisce cercare un nemico esterno da additare, condannando Como al rischio concreto di vivere un’altra estate senza Giardini a Lago. Questa amministrazione ha sbagliato programmazione, gestione e tempi. Tutto il resto è propaganda costruita per nascondere errori evidenti e tentare di spostare altrove la responsabilità”, si legge infine nel comunicato firmato da Vincenzo Falanga, Teresa Minniti e Maria Massara.
Occhi puntati ora sulla variante del progetto al vaglio della Soprintendenza, che – tra l’altro – rivedrebbe il cannocchiale del Tempio Voltiano. Dopo l’abbattimento dei ciliegi, la soluzione – dicono da Nova Como – prevede metà ciliegi (di nuovo) e metà peri (gli stessi piantati in via Aldo Moro).



