Variante della Tremezzina, cantiere in ferie. Si spera nella ripartenza a pieno ritmo da settembre

Cantiere della variante della Tremezzina chiuso per ferie. In concomitanza con le due settimane centrali di agosto – come annunciato – arriva lo stop alle lavorazioni. Alla ripresa dovrebbe iniziare a vedersi una progressiva accelerazione come annunciato nelle scorse settimane durante l’ultimo tavolo di aggiornamento in prefettura (ne parlavamo qui) al quale hanno preso parte anche Anas, sindaci del lago e Regione Lombardia con gli assessori Claudia Terzi e Alessandro Fermi. Alla riunione era intervenuto telefonicamente anche il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Matteo Salvini fornendo una serie di rassicurazioni, in primis a livello economico. In quell’occasione era stato spiegato che erano a disposizioni ulteriori 52 milioni di euro e che la volontà, a settembre, è di procedere con lavori sette giorni su sette in tutte le gallerie allo scopo di recuperare anche un po’ del tempo sin qui perso. Nell’ultimo anno, di fatto, il cantiere è proseguito a rilento e con alcune fasi in cui gli scavi non sono progrediti. Le esplosioni sono ripartite nei mesi scorsi, soltanto nel tunnel principale di Colonno, ma al ritmo di una o due a settimana. Ogni volata consente di procedere di circa 3-4 metri alla volta, troppo poco per un’opera di quasi 10 chilometri e che al momento vede realizzati poco più di 600 metri.

La situazione di stallo – è noto – si è creata in seguito alla questione degli extra costi derivanti dallo smaltimento del materiale di scavo contaminato, questione per cui è stato chiamato ad esprimersi il Collegio Consultivo Tecnico che si è espresso sui nodi chiave attraverso alcune determine che hanno fornito soluzioni, in particolare, alla problematica del materiale contaminato da idrocarburi e arsenico. Così aveva spiegato Anas in prefettura. A valle di questi documenti la stessa Anas dovrà ora redigere una perizia di variante che rivedrà la parte economica del contratto. La perizia sarà, presumibilmente, chiusa tra settembre e ottobre. Si tratta di un documento attesissimo per capire quanto aumenteranno i costi (l’opera supera già i 400milioni di euro) e per avere finalmente un cronoprogramma aggiornato. Ad oggi, infatti, la fine dei lavori è stimata ancora all’aprile del 2028, ma questa data sembra, inevitabilmente, destinata ad essere posticipata.

Dopo il periodo di ferie, dunque, si attende una graduale e più decisa ripartenza delle lavorazioni. Ragionevolmente si potrà iniziare a vedere una accelerazione dopo la metà del mese, più probabilmente a cavallo con ottobre. Perché far ripartire un cantiere di quella portata, e con la volontà di lavorare tutti i giorni e incrementare le esplosioni, significa riorganizzare uomini, mezzi e trasporto di materiali. Quest’ultimo punto impone di ragionare ulteriormente sulla già fragile viabilità della statale Regina.

Commenti

Una risposta

  1. Avatar Fabiano Savini
    Fabiano Savini

    In ferie? Ma precisamente in ferie da cosa?