Forno crematorio di Como, dopo guasti e lunghi mesi di stop l’impianto è tornato operativo lo scorso giugno e ora sarà affidato a imprese esterne che si occuperanno della gestione, della conduzione e della manutenzione ordinaria dell’impianto di cremazione.
Forno crematorio di Como, la gara d’appalto per assegnare l’impianto a imprese esterne
Le domande per partecipare alla gara d’appalto dal valore complessivo di oltre 790mila euro dovevano essere presentate entro lo scorso venerdì 12 dicembre. Il Comune di Como ha ricevuto soltanto un’offerta. E così, con una determina pubblicata all’Albo pretorio, Palazzo Cernezzi ha ammesso alla gara per l’appalto del forno crematorio le imprese Altair Funeral, con sede legale a Bologna e sede operativa a Villadossola, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, e Biagi Impianti Termici, con sede a Genova. La prima, impegnata nel settore delle cremazioni, conta più di venti impianti in concessione e numerosi servizi di conduzione in tutta Italia. La seconda società, invece, è specializzata nella manutenzione degli impianti termici.
Di fatto, si tratta soltanto del primo step. Con l’avvenuta ammissione, le imprese ora proseguiranno la gara europea. Il futuro del forno crematorio di Como, però, sembra ormai tracciato: sarà gestito, come detto, da società esterne, nella speranza – o almeno questo è l’auspicio dei cittadini – che resti operativo senza intoppi, guasti, pezzi mancanti o altri incidenti di percorso. Evitando così ulteriori disagi a chi, già in un momento di dolore, avrebbe dovuto rivolgersi altrove.





