Frontalieri e ristorni, preoccupazione tra i rappresentanti sindacali per la crescente tensione tra Italia e Svizzera, legata in particolare alla tassa sulla salute dopo il duro intervento del consigliere di Stato elvetico Christian Vitta, che è arrivato a ipotizzare interventi sui ristorni dopo l’introduzione del contributo per la sanità per i vecchi frontalieri.
Netta la presa di posizione di Vitta, direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia. “Questa tassa rappresenta un’imposta introdotta dal Governo italiano a carico dei frontalieri – ha detto il consigliere di Stato – L’accordo tra Italia e Svizzera prevede che per i vecchi frontalieri si continui ad applicare il regime precedente. Con l’introduzione di una nuova imposta in Italia verrebbe meno uno dei presupposti dell’accordo. In questo scenario, la Svizzera deve far valere gli elementi tecnici e giuridici che possono portare a una decurtazione dei ristorni”.
Immediata la reazione delle organizzazioni sindacali di categoria. Giuseppe Augurusa, responsabile nazionale frontalieri della Cgil evidenzia l’importanza dell’intervento ma contesta l’ipotesi di intervenire sui ristorni.
Chiede un confronto immediato tra Italia e Svizzera il responsabile dei frontalieri della Cisl Marco Contessa.






Commenti recenti