Guerra in Iran, a Como 119 milioni in più per l’elettricità. Diodato: “Minaccia reale per la tenuta delle imprese”

Guerra in Iran, dopo trasporti, tessile e materie prime, l’allarme riguarda anche luce e gas. Se le tensioni in Medio Oriente dovessero perdurare, “le imprese lombarde faranno molta fatica a restare competitive”. A dirlo è Pasquale Diodato, presidente di Cna Lombardia Nord-Ovest. Nel Comasco costi energetici alle stelle. Sul Lario previsti rincari che sfiorano il 19% per l’elettricità, pari per l’esattezza a 119 milioni di euro in più in un anno.

Parla di “minaccia reale alla tenuta delle filiere” il presidente Diodato, in un periodo in cui l’impatto dei rincari comincia a farsi sentire e a mettere in difficoltà molte aziende del territorio.

Guerra in Iran, luce e gas alle stelle: imprese lombarde a rischio

L’escalation della crisi in Medio Oriente e nel Golfo accende nuovamente i riflettori sui costi energetici delle imprese lombarde. In Lombardia, stando alle stime di Cna, sono previsti oltre 5 miliardi in più tra gas ed energia elettrica. Il costo energetico complessivo sfiorerebbe quindi i 29 miliardi, con un incremento del 22% in un anno. A preoccupare è soprattutto l’aumento del gas, che registra un +28%, mentre l’elettricità si ferma vicino al +19%. I rincari più pesanti riguardano la provincia di Milano, un dato in realtà prevedibile perché legato alla forte concentrazione di industria, servizi, trasporti e popolazione. Como, come detto, rischia di registrare un aumento della spesa in energia elettrica pari a 119 milioni di euro. Va meglio soltanto a Lecco, Lodi e Sondrio.

“La guerra la pagano anche famiglie, imprese, persone europee e lombarde, che stanno già sopportando un’impennata di costi delle materie prime e dell’energia”. A dirlo è Giovanni Bozzini, presidente di Cna Lombardia. “L’impresa lombarda resiste, si adatta, si innova – aggiunge Bozzini – ma è molto molto difficile andare avanti così”, sottolinea ancora il presidente di Cna Lombardia, che evidenzia rischi in particolare per il settore manifatturiero.

Autotrasportatori: “Situazione preoccupante”

Scenario ancora preoccupante sul fronte dei trasporti. Parla di “situazione disastrosa” Riccardo Gervasoni, presidente di Fita Cna Lombardia Nord-Ovest, che ora – dopo l’allarme di un paio di settimane fa – evidenzia aumenti del 30% in un anno e ingenti difficoltà per gli autotrasportatori.

“Fortunatamente le nostre richieste sono state ascoltate e applicate in tempi brevi, ma se la crisi internazionale dovesse protrarsi ancora a lungo lo sconto di 25 centesimi non basterà. A rischio in particolare le aziende più piccole, che potrebbero non farcela ad andare avanti”. L’auspicio è che nelle prossime settimane possano arrivare altri aiuti concreti, per le imprese come per le famiglie.

Cna al fianco delle imprese

“Per rispondere concretamente a questa emergenza, Cna Lombardia Nord-Ovest ha stretto un importante accordo strategico con un gruppo di primo piano come Acinque-Agesp“, sottolinea il presidente Diodato.

“Questa partnership nasce con l’obiettivo preciso di offrire alle imprese associate strumenti reali per tenere sotto controllo i costi energetici. Vogliamo fornire alle imprese non solo consulenza, ma opportunità tariffarie e soluzioni gestionali che permettano di mitigare l’impatto dei rincari e pianificare l’attività produttiva con maggiore serenità“, sottolinea ancora il presidente di Cna Lombardia Nord-Ovest.

“In un momento di crisi del credito e delle materie prime – conclude – la sinergia con i grandi player del settore è la strada necessaria per difendere il valore del nostro lavoro”.