Più di 350 persone, tra adulti e bambini, hanno partecipato oggi all’Open day della Sala Operativa Regionale Emergenza Urgenza (SOREU) dei Laghi, organizzato per accogliere familiari e amici degli operatori.
Una giornata capace di mostrare da vicino cosa significa lavorare nel cuore del sistema di emergenza, con un percorso immersivo nella catena del soccorso: dalla chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 fino all’intervento sul campo. I partecipanti hanno potuto visitare la SOREU, ascoltare alcune chiamate in diretta e comprendere la complessità delle decisioni che ogni giorno vengono prese in pochi istanti.
Spazio anche alla scoperta dei mezzi di soccorso avanzato: automediche, mezzi infermieristici ed elicotteri, con le loro dotazioni tecnologiche – monitor, defibrillatori, dispositivi per il massaggio cardiaco automatico – fondamentali per garantire interventi tempestivi ed efficaci, oltre ai sistemi dedicati alla gestione delle grandi emergenze.
«Quando i nostri operatori, medici e infermieri finiscono il turno – spiega il responsabile operativo Guido Caironi – si portano a casa una parte importante del loro lavoro. Dare ai familiari la possibilità di vedere concretamente cosa accade qui dentro significa aumentare la consapevolezza, ma anche favorire un equilibrio tra vita professionale e personale. È un modo per condividere il valore di ciò che facciamo ogni giorno».
L’open day è stato anche l’occasione per raccontare il volto più innovativo del sistema di emergenza lombardo. Tra i momenti più suggestivi, il decollo dell’elisoccorso. Gli elicotteri di Como, Bergamo e Milano sono stati recentemente protagonisti del trasporto dei ragazzi gravemente feriti nell’incidente di Crans-Montana, trasferiti dalla Svizzera al Centro grandi ustionati dell’Ospedale Niguarda. Un’operazione complessa, coordinata a livello nazionale e internazionale. Un impegno che ha portato al conferimento della Rosa Camuna. Durante la visita all’elicottero è stata illustrata la procedura “Blood on Board” (BOB), che consente di effettuare trasfusioni di sangue direttamente a bordo. Una tecnica già applicata in circa 90 casi, nelle cinque basi lombarde (Bergamo, Brescia, Como, Milano e Sondrio), in meno di un anno e che ha recentemente contribuito a salvare la vita alla professoressa Mocchi, gravemente ferita mercoledì scorso a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. La Lombardia è oggi l’unica regione italiana ad aver dotato tutti gli elicotteri di soccorso di questa possibilità, anticipando le cure salvavita già nella fase di trasporto.
Non solo emergenza sanitaria: AREU si occupa anche di logistica per i trapianti e trasporto organi. Tra i mezzi utilizzati spicca anche una Porsche Panamera confiscata alla criminalità organizzata e riconvertita per il trasporto rapido degli organi.
«Giornate come questa – conclude Caironi – sono fondamentali perché permettono anche ai più piccoli, attraverso il gioco e l’esperienza diretta, di comprendere come funziona la catena del soccorso. Oggi più che mai il cittadino è parte attiva: sapere cosa fare nei primi minuti può aumentare in modo significativo le possibilità di sopravvivenza».








