Consiglio comunale: Ceriello lascia la maggioranza, l’affondo di Forza Italia poi l’attacco al PD

Sabato l’annuncio, ieri sera nell’aula di Palazzo Cernezzi il passaggio formale. Ad inizio serata è arrivato l’addio della consigliera Paola Ceriello alla Lista Rapinese Sindaco e il suo passaggio a Forza Italia: “Dopo il mio voto contrario sul tema chiusura della scuola Corridoni” ha detto – sottolineando che è stato un voto “secondo coscienza” – c’è stata di fatto una rottura.

Una frattura che è diventata esclusione dalla chat di aggiornamento e dalle riunioni tra consiglieri, assessori e sindaco, considerando che anche su altre tematiche importanti, come parcheggi e regolamento per l’occupazione del suolo pubblico, la consigliera non era più allineata alle decisioni della maggioranza. Dopo la comunicazione ufficiale all’aula è intervenuto Giordano Molteni, capogruppo di Forza Italia, che non ha perso l’occasione di sottolineare che si tratta del secondo consigliere che si allontana dalla squadra di Rapinese dopo Paola Tocchetti. “Entrambe non si sono più riconosciute nel gruppo e nel leader – ha detto Molteni – Il leader non sta dietro col frustino ma sta davanti e indica la strada” ha concluso dando il benvenuto alla collega nel gruppo forzista nel quale – ha tenuto a ribadire con una stoccata al primo cittadino – avrà al suo fianco persone che la sosterranno.

La serata – che ha visto, tra le altre cose, l’approvazione del Regolamento degli istituti di partecipazione – sul fronte politico ha visto anche un’animata replica del sindaco Alessandro Rapinese al Pd, e in particolare a Francesco Finizio, segretario del circolo Como–Albate, che a inizio febbraio aveva attaccato l’amministrazione sul tema dei detriti dell’alluvione accatastati a Muggiò: “Vuole sabotare il luna park” aveva detto l’esponente dem. Nel frattempo l’area è stata ripulita e il luna park aperto. Rapinese ha prima chiarito che l’area di stoccaggio era stata richiesta da protezione civile e vigili del fuoco data la quantità di rifiuti poi è partito al contrattacco. “Il gentile Pd ha detto che avevo un’avversione personale nei confronti dei giostrai e che la mia era un’operazione cinica e vendicativa” ha detto il sindaco in aula: “Io, fossi in voi, chiederei scusa e prenderei le distanze da chi si è messo a speculare su una tragedia che ha colpito la nostra provincia”.

Il Pd dal canto suo, con la consigliera Patrizia Lissi, a inizio seduta aveva chiesto chiarimenti in merito alla vicenda, emersa negli ultimi giorni, che ha visto coinvolto l’assessore Bodero Maccabeo il cui marito lavora nel campo immobiliare e avrebbe pubblicizzato la vendita di due beni comunali: ex orfanotrofio di via Grossi e l’ex Politeama. “Ho cercato di ottenere alcune delucidazioni, ad esempio, se sia stato o meno conferito un mandato all’agente immobiliare. Come al solito, però, da sindaco e assessore non sono arrivate risposte” ha detto Lissi “chissà cosa avrebbe fatto Rapinese se ad amministrare ci fossimo stati noi…” ha concluso.