Ciliegi di Como, giallo sulle firme irregolari. Il comitato prende le distanze: “Noi danneggiati”

Nuovo colpo di scena nella battaglia sui ciliegi di Como. Una guerra a colpi di accuse, ricorsi, udienze, pareri, tagli annunciati e poi annullati, notti in bianco in centro città, di tribunali e di valori identitari negati. E ora è giallo sulle firme: spuntano possibili irregolarità legate proprio all’autenticità di alcune firme in calce alla procura che ha portato al ricorso al Tar. Il comitato però prende le distanze. Ma andiamo con ordine.

Accanto al ricorso al Consiglio di Stato contro l’ordinanza del Tar che ha sospeso il taglio dei ciliegi di via XX Settembre, il Comune di Como ha impugnato anche il parere con cui la Soprintendenza riconosce il valore identitario della via e che – di fatto – ha reso il viale vincolato. Per questo, Palazzo Cernezzi ha presentato un nuovo ricorso al Tar, direttamente contro la Soprintendenza. E proprio in questo atto il Comune di Como sostiene che, nell’ambito del ricorso al Tar presentato da 27 cittadini a difesa dei ciliegi, vi sarebbero irregolarità legate a diverse firme. Chiara la posizione del comitato di cittadini nato in difesa dei ciliegi di via XX Settembre, che prende le distanze dall’accaduto, qualora venisse confermato.

“È necessario chiarire con fermezza – scrivono Giorgia Merlini e Teresa Minniti – che il comitato non è parte ricorrente in alcun procedimento, che non gestisce le relative vicende processuali e che i cittadini ricorrenti hanno agito individualmente, incaricando un legale per la tutela dei propri interessi e per la gestione di ogni aspetto procedurale”. “Qualora tali circostanze fossero confermate – precisano ancora dal comitato – eventuali responsabilità sarebbero da ricondurre esclusivamente ai singoli diretti interessati. In ogni caso – aggiungono – tali profili non inciderebbero sul merito del giudizio, che comunque prosegue regolarmente il proprio corso davanti al Tar”. Non solo: “il comitato – si legge ancora nella nota diffusa da Minniti e Merlini – risulterebbe danneggiato, restando del tutto estraneo a ogni eventuale irregolarità”.

“Parlatene con l’avvocato Forgione”, sottolinea Teresa Minniti, vicepresidente dell’associazione Nova Como, a cui è stato notificato come controinteressata il ricorso che il Comune di Como ha presentato al Tar conto la Soprintendenza. Abbiamo provato a contattare l’avvocato Forgione, senza però ottenere risposta. “Noi siamo estranei ai fatti”, ribadisce Minniti. Sulla stessa linea la referente del comitato, Giorgia Merlini.

Occhi puntati ora sulla giornata di giovedì 9 aprile, quando è fissata la camera di consiglio davanti al Tar. E intanto il sindaco Rapinese resta fermo sulla sua posizione: presto “scoprirete di che pasta sono fatti quelli che vi hanno raccontato un sacco di cose”, aveva detto in diretta su Etv. A stretto giro la replica del comitato: “Si invita il sindaco a non strumentalizzare vicende che nulla hanno a che vedere con l’impegno, la determinazione e l’integrità dei componenti del Comitato, nel tentativo di delegittimarne l’azione civica”.