Regolare l’intelligenza artificiale: servono politiche europee, nazionali e regionali per dare ordine a un quadro in continua evoluzione. È questo il filo conduttore del convegno organizzato all’Università degli Studi dell’Insubria.
Intelligenza artificiale e politica: l’evento all’Università dell’Insubria
“L’Europa ha già avanzato una serie di proposte attraverso l’AI Act, il Governo italiano ha una sua legge nazionale – ricorda Alessio Butti, sottosegretario di Stato con delega all’Innovazione – Noi cerchiamo di disciplinare, regolare e regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale, perché è fondamentale dare una prospettiva chiara ai giovani universitari e professionisti. Una prospettiva – aggiunge – che si dà solo attraverso una serie di regole, per far sapere cosa si può e cosa non si può fare con l’IA, mantenendo sempre il controllo umano”.
È in questa direzione che si muove anche Regione Lombardia, che si impegna a promuovere e regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale. “Un lavoro frutto di approfondimenti quello portato avanti da Regione – spiega l’assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, il comasco Alessandro Fermi – per fotografare quanto l’intelligenza artificiale sia diffusa sul territorio lombardo. Abbiamo lanciato una proposta di legge, su mia iniziativa, già approvata dalla giunta regionale, che ha un duplice obiettivo. Da un lato, diffondere in modo consapevole l’IA soprattutto nelle piccole imprese, e all’interno delle pubbliche amministrazioni, dove potrebbe snellire i lavori più ripetitivi e logoranti, spostando il capitale umano e utilizzandolo per implementare i servizi della PA e l’efficienza delle imprese. Si aggiunge poi un ambito etico, legato alla formazione, per evitarne un uso distorto tra i più giovani.
Tra rischi e opportunità
Non mancano i timori davanti a una rivoluzione che sta stravolgendo le nostre abitudini. C’è la paura che il mercato del lavoro cambi e che alcune professioni siano destinate a scomparire. Ai giovani studenti, e non solo, arrivano così diversi consigli per fare tesoro delle novità tecnologiche in atto.
“La preoccupazione che ho palpato questa mattina è riferita alle professioni del futuro. Gli studenti credono che l’applicazione senza regole dell’intelligenza artificiale possa far scomparire alcune professioni. In parte probabilmente sarà così, ma ci sono anche nuove professioni che stanno emergendo, grazie all’innovazione tecnologica. L’abilità del legislatore sta proprio qui: nel coniugare – sottolinea il sottosegretario Butti – il passato e il futuro, senza traumi”.
“Non dobbiamo cadere nel tranello della iper regolamentazione, anche se – umanamente parlando – dobbiamo controllare ogni tipo di evoluzione tecnologica”, spiega Butti. “Se fossi negli studenti – aggiunge – non perderei nessuna virgola della rivoluzione in corso, perché se l’uomo sa gestirla nel migliore dei modi porterà benessere per l’umanità”.
Sulla stessa linea l’assessore regionale Alessandro Fermi: “L’intelligenza artificiale va guardata con fiducia e serenità: alcune professioni si modificheranno, ma ne nasceranno anche tante altre. Se ben utilizzata, l’IA potrà migliorare la qualità di vita di molte persone e velocizzare molti lavori”.


